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IL CASO

Palma di Montechiaro, operatori del 118 aggrediti dai familiari di un malato

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PALMA DI MONTECHIARO. Due operatori del 118 in servizio al presidio ospedaliero “San Giacomo d’Altopasso” di Licata, sono stati aggrediti dai familiari di un malato che erano andati a soccorrere a Palma di Montechiaro. E’ accaduto nel quartiere del Villaggio Giordano.

Alla centrale operativa del 118 di Caltanissetta era giunta la segnalazione dei carabinieri della stazione palmese, che a loro volta erano stati contattati da una persona che chiedeva il soccorso per un suo familiare, malato di tumore, che dopo aver concluso il ciclo di chemioterapia ed essendo tornato a casa, si era sentito male.

Da Licata, dunque, raccolta la segnalazione, è partita l’ambulanza con l’autista e due operatori, di cui un infermiere. Tempo di percorrenza: 15 minuti, il necessario, praticamente per percorrere la strada che da Licata porta a Palma, cioè la statale 115. Giunti a destinazione, nel popoloso quartiere del Villaggio Giordano, i due operatori sono scesi come vuole la prassi, chiedendo informazioni ai presenti, circa una decina di persone, per raggiungere e soccorrere la persona bisognosa di cure mediche. Una volta entrati a casa dell’uomo, lo stesso paziente ha intimato che voleva essere trasportato all’ospedale di Agrigento, al San Giovanni Di Dio rifiutandosi invece di salire sull’ambulanza qualora la destinazione fosse stata il nosocomio di Licata, il San Giacomo d’Altopasso.

Ma gli operatori della Seus hanno spiegato che non era possibile andare ad Agrigento e con molto tatto hanno spiegato che ci sono dei protocolli da seguire e delle regole precise da rispettare. Così il malato ha rifiutato l’intervento di soccorso. Mentre gli operatori stavano per tornare in ambulanza sono stati aggrediti, a parole, dai familiari, mentre dal balcone della casa dell’anziano da soccorrere sono stati lanciati dei vasi di fiori che per fortuna hanno solo sfiorato gli operatori del 118. Sono stati contattati i carabinieri, che una volta giunti sul posto hanno sedato gli animi.

Non è la prima volta che gli operatori del soccorso vengono aggrediti durante il servizio. E nessuno sembra tutelare l’incolumità di queste persone che spesso si ritrovano in situazioni difficili, come quello accaduto a Palma la sera del primo maggio. Gli operatori, in sostanza, nell’esercizio della loro funzione, sono stati aggrediti non soltanto con il lancio di oggetti contundenti ma soprattutto con ingiurie verbali di chi pensa che con la violenza o con la sopraffazione riesce a raggiungere il proprio obiettivo.

In questo caso l’obiettivo dei parenti del malato era quello di decidere, loro stessi, in quale struttura sanitaria, trasferire la persona da soccorrere, come se l’ambulanza fosse un taxi, ma non sono riusciti nel proprio intento per la grande professionalità e freddezza dimostrata dal personale che ha operato in quella circostanza. I sindacati chiedono maggiore tutela per questi operatori e per i prossimi giorni hanno indetto una giornata di sciopero nazionale per rivendicare il proprio diritto ala sicurezza nell’esercizio della propria funzione lavorativa. E prima che ci scappi il morto, chiederanno alle istituzioni preposte di intervenire. Perché quel lancio di vasi di gerani, che abbellivano il balcone dell’anziano da soccorrere, potevano trasformarsi in arma micidiale per chi era andato in quel quartiere palmese a dare aiuto ad una persona che aveva detto di stare male.

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