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"Cemento depotenziato", respinta richiesta di risarcimento

AGRIGENTO. Cemento depotenziato per costruire i padiglioni dell' ospedale San Giovanni Di Dio, la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti (757/2016) dichiara inammissibile la richiesta di risarcimento danni da oltre 15 milioni di euro avanzata dall' Asp di Agrigento nei confronti di cinque tra direttori dei lavori e collaudatori. La richiesta, patrocinata dall' avvocato Alfredo Galasso, riguardava gli ingegneri Francesco Lusco, Antonio Raia, Francesco Iovino, Francesco Miccichè e Girolamo Traina, chiamati dall' Azienda sanitaria provinciale a risarcire "in solido o pro -quota il danno patrimoniale quantificato in 10.601.721 euro, o nella misura maggiore o minore ritenuta appropriata e quello non patrimoniale quantificato in 5.000.000 euro, o nella misura maggiore o minore secondo il disposto di cui all' art. 1226 codice civile".

Secondo il collegio giudicante, invece, «la specificità della responsabilità amministrativa - disciplinata da proprie regole procedurali e sostanziali e soprattutto caratterizzata dalla figura del pubblico ministero quale organo promotore di giustizia nell' interesse pubblico e al quale il legislatore ha intestato l' azione di responsabilità amministrativa non consente all' amministrazione danneggiata di avvalersi dell' art. 59 della legge n. 69/2000, pena lo scardinamento di un sistema normativo differente da quello puramente civilistico».

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