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Santa Elisabetta, boss condannato per spaccio

SANTA ELISABETTA. Braccio destro del capomandamento ma anche spacciatore. Giovanni Tarallo, 31 anni, di Santa Elisabetta, in carcere dal 26 giugno del 2012, giorno in cui scattò l’operazione antimafia “Nuova Cupola”, è stato condannato per l’accusa di spaccio di cocaina. I giudici della prima sezione della Corte di appello di Palermo, tuttavia, condividendo in parte il ricorso del difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, hanno ridotta la condanna. In primo grado, al termine del processo con rito abbreviato, il giudice dell’udienza preliminare di Agrigento, Alessandra Vella, gli aveva inflitto un anno e quattro mesi di reclusione.

La pena, peraltro, è ridotta di un terzo per effetto del rito abbreviato. Quattro gli episodi di cessione di droga contestati. In appello i giudici hanno escluso la sua responsabilità per tre capi di imputazione con la conseguenza che la pena è stata rideterminata. Il sostituto procuratore generale Vincenza Sabatino, invece, aveva chiesto la conferma. A dare un contributo determinante all’indagine era stato un giovane di Aragona, fermato dalla polizia con due bustine contenenti in tutto dieci grammi di droga.

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