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Agrigento, "carica della 104": indagate altre 280 persone

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Il dato è emerso durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno sull’attività svolta dalla Procura nel 2014. L’indagine è ancora alla fase iniziale

AGRIGENTO. Duecentottanta nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta “La carica delle 104” che lo scorso 22 settembre ha fatto scattare dodici arresti (un’altra novantina sono gli indagati liberi) con l’accusa di avere messo in piedi una “fabbrica” di falsi invalidi. È quanto emerso ieri mattina nella conferenza stampa di fine anno che si è tenuta in Procura per illustrare il bilancio dell’attività del 2014. “Al momento si tratta solo di ipotesi tutte da verificare – ha detto il procuratore Renato Di Natale che ha incontrato i cronisti insieme all’aggiunto Ignazio Fonzo – e non è detto che tutti vadano a processo o siano raggiunti da una misura cautelare. È possibile anche che tutte le posizioni dei 280 indagati in futuro saranno archiviate. Non sappiamo ancora quale sarà l’esito. L’indagine è ancora alla fase iniziale”.

L’inchiesta sfociata tre mesi fa nell’operazione della Digos, con medici, imprenditori, pubblici funzionari e faccendieri coinvolti, rappresenta forse l’indagine più vasta dell’anno ormai in dirittura di arrivo. Di Natale e Fonzo hanno discusso anche dei risvolti di natura sociale e amministrativa dell’inchiesta. «In molti – ha spiegato l’aggiunto Fonzo – si chiedono se saranno revocati i benefici previsti dalla 104 per chi ne ha abusato o se ci saranno controlli per verificare altri abusi. Da parte nostra il lavoro continua e il prossimo passo sarà quello di mandare a processo gli indagati della prima fase dell’inchiesta. Tutti gli altri aspetti, che vanno dalla responsabilità deontologica dei medici coinvolti agli accertamenti amministrativi, non competono a noi. La Procura – ha aggiunto – ha inviato tutti gli atti come prevede la legge e ha sensibilizzato gli altri enti previdenziali e professionali, ci auguriamo che anche altri facciano il loro dovere fino in fondo. Attendere l’esito dei processi penali per i procedimenti disciplinari dei medici, ad esempio, significa allungare i tempi in maniera irragionevole». Inevitabile chiedersi se gli indagati, dopo tre mesi di carcerazione, possano avere avviato un percorso collaborativo accusando anche altre persone.

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