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IL CASO

Agrigento, il dramma delle sepolture dei migranti morti

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Sepoltura per le salme dei migranti morti durante la traversata. La Prefettura dopo l’arrivo dei 17 cadaveri, si è mobilitata per trovare i posti nei cimiteri

AGRIGENTO. Agrigento accoglie. Ancora una volta, la provincia ha dato degna sepoltura alle salme dei migranti morti durante l'ennesima traversata della speranza. La Prefettura, con in testa il prefetto Nicola Diomede, dopo lo sbarco di venerdì scorso dei 17 cadaveri, si era subito mobilitata per trovare i posti necessari nei vari cimiteri comunali. Quasi tutto l'hinterland Agrigentino ha risposto all'appello. Ed ieri, dopo il nulla osta della Procura arrivato sabato, le salme sono state trasferite. Quattro sono andate al cimitero di Canicattì, tre - le salme delle due donne e della bambina di 6, 7 anni - a San Biagio Platani, due a Grotte, altrettante a Joppolo Giancaxio e a Santa Elisabetta, una a Comitini, una a Santa Margherita Belice, una a Cammarata ed una a Menfi. Da trasferire e da tumulare rimane, al momento, soltanto l'ultima salma: quella della giovane donna che è deceduta al reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell'ospedale "San Giovanni di Dio". E' stata l'ultima vittima della tragedia. La giovane - imbarcata sullo stesso gommone - era, già a prima vista, in condizioni critiche. I militari della Guardia costiera l'hanno fatta così trasferire al poliambulatorio di Lampedusa e dalla più grande delle isole Pelagie, poche ore dopo, era stata portata all'ospedale di Agrigento. Aveva una grave ipotermia, ustioni diffuse in tutto il corpo, ed un aborto in corso.

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