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TRIBUNALE

Processo a D’Orsi, nuova udienza ad Agrigento

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AGRIGENTO. «Ho chiamato l’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi per ricordargli di mantenere la promessa con l’amico comune Vincenzo Vecchio. Gli aveva garantito un posto di lavoro per il figlio, visto che non riusciva a contattarlo ci ho pensato io a telefonargli». La deposizione di Angelo Tedesco, l’assistente amministrativo di una scuola di Licata che avrebbe fatto da intermediario fra D’Orsi e il presunto falso testimone, iniziata nella scorsa udienza, si conclude senza scontri: la vicenda con ogni probabilità darà spazio a un nuovo processo nei mesi successivi. Intanto la difesa dell’uomo politico, affidata agli avvocati Daniela Posante e Giuseppe Scozzari, ha depositato una consulenza tecnica sui tabulati dai quali emergerebbe, secondo la versione dei legali, che non è stato D’Orsi a chiamare Tedesco ma il contrario.

La vicenda, particolarmente intricata, scaturisce da una denuncia presentata da D’Orsi che sosteneva di avere subito un tentativo di estorsione da parte di Vecchio che, attraverso Tedesco, gli avrebbe chiesto un posto di lavoro per lui e per il figlio. In caso contrario, secondo D’Orsi, avrebbe ritrattato le dichiarazioni a lui favorevoli rese in precedenza quando negò di avere subito una concussione da parte di D’Orsi che non gli avrebbe saldato il conto di alcuni lavori edili abusando del suo ruolo istituzionale. «Doveva darmi ancora 60mila euro. Ho mentito con i finanzieri e poi in udienza perché mi disse D’Orsi di farlo», aveva spiegato Vecchio nella sua seconda deposizione.

Il risultato è che – a parte il processo in corso – il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il pm Carlo Cinque hanno iscritto D’Orsi, Tedesco e Vecchio nel registro degli indagati con l’accusa di tentata corruzione in atti giudiziari. Ieri ha deposto anche l’avvocato Vincenzo Sinatra, proprietario del Jolly Hotel della Valle dove la Provincia ha ospitato (spendendo 30mila euro senza trattativa privata, da lì l’accusa di abuso di ufficio) il cast de “Notre dame de Paris”. «Ho fatto un prezzo vergognoso, – ha detto rispondendo all’avvocato Scozzari – agli altri faccio pagare il triplo». Infine una scintilla fra il legale e la Procura. “Non capisco perché – ha detto Scozzari parlando degli ultimi testi della difesa – se il comandante della Finanza organizza un evento con le stesse procedure di D’Orsi non è reato e se lo fa D’Orsi lo è”. Replica Fonzo: «Lo dice lei che è così». Si torna in aula il 17 novembre.

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