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Menfi, incendiata una macchina vendemmiatrice

L’incendio sarebbe doloso. A Menfi ed in tutto il territorio belicino, più volte, anche recentemente, sono stati messi a segno danneggiamenti ai danni di fondi agricoli

MENFI. Una macchina vendemmiatrice è andata a fuoco, la scorsa notte, a Menfi. Per i carabinieri ci sono pochi dubbi: l'incendio sarebbe di natura dolosa. I danni ammontano a circa 50 mila euro. Il mezzo si trovava in zona Madonna della Nova, nelle campagne menfitane, nel terreno di un piccolo imprenditore agricolo menfitano che è pure proprietario del mezzo. E' stato lui stesso, l'indomani, ad accorgersi di quanto accaduto ed a segnalarlo ai carabinieri. L'incendio sarebbe doloso perché l'imprenditore prima di lasciarlo in campagna avrebbe staccato i fili elettrici. Questo porterebbe ad escludere l'ipotesi del corto circuito e dunque del fatto accidentale. Sentito dai carabinieri, il menfitano avrebbe detto, però, di non sapersi spiegare le ragioni di quanto accaduto e di non avere alcun sospetto sui responsabili dell'accaduto. Le indagini per i carabinieri si presentano particolarmente difficili, ma la compagnia di Sciacca ha disposto una vasta attività e rafforzato i servizi di controllo del territorio a Menfi e in tutta l'area belicina. A Menfi ed in tutto il territorio belicino, più volte, anche recentemente, sono stati messi a segno danneggiamenti ai danni di fondi agricoli ed in particolare di vigneti. Le indagini non hanno consentito, fino ad oggi, di risalire agli autori. Secondo i militari si tratta di episodi non collegati tra loro. I carabinieri ci stanno lavorando alacremente, valutano ogni elemento utile emerso dalle indagini, separano i filoni riguardanti i singoli episodi e sperano di riuscire a risalire agli autori di questi atti intimidatori che colpiscono il settore agricolo, l'asse portante dell'economia locale, che impegna la gran parte della forza lavoro espressa da Menfi e dai comuni della zona. Non sono state risparmiate, anche nel territorio belicino, le imprese che svolgono lavori pubblici, prese di mira con danneggiamenti nei cantieri che hanno colpito, in particolare, i mezzi impiegati per svolgere l'attività. E proprio a Menfi i carabinieri sono impegnati, da settimane, in un'altra indagine, particolarmente delicata, quella scattata quando un imprenditore edile, nello scorso mese di giugno, ha subito, nella propria abitazione, la perquisizione, in piena notte, da parte di falsi poliziotti che indossavano le casacche della Direzione investigativa antimafia. Ed i malviventi per arrivare nella sua casa, che si trova in una zona abbastanza centrale della città belicina, hanno studiato il percorso nei particolari non transitando, a bordo di due auto, davanti a banche, uffici o attività commerciali con telecamere dirette verso la strada. L'imprenditore che ha subito la perquisizione non era il vero obiettivo dei sei falsi poliziotti che non hanno prelevato nulla, neppure il denaro, qualche migliaio di euro, che durante la loro azione erano riusciti a trovare.

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