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Favara, il Consiglio comunale approva i debiti fuori bilancio

FAVARA. Dopo due sedute andate a vuoto e che tante polemiche hanno innescato perché, a fronte di un acclarato nulla di fatto, gli inquilini dell'aula "Falcone e Borsellino" hanno ugualmente incassato il gettone di presenza, martedì sera finalmente il consiglio comunale l'indennità se l'è guadagnata avendo approvato i tre debiti fuori bilancio inseriti nell'ordine del giorno e, soprattutto, facendo accendere la luce verde sul nuovo regolamento per il servizio di economato. I debiti riconosciuti hanno riguardato il pagamento di una parcella professionale all'avvocato Angelo Cacciatore e il pagamento di alcuni crediti vantati dal canile nisseno "Rifugio Mimiani", e riferiti agli anni 2009 e 2010, e da un privato che ha fatto valere le sue ragioni per le vie giudiziarie arrivando addirittura a scomodare la Cassazione.
Sicuramente di notevole valenza è stata l'approvazione del nuovo regolamento economale che manda in pensione quello precedente risalente a 30 anni fa. Per la verità, il provvedimento era stato inserito nel mese di marzo scorso all'ordine del giorno di una seduta consiliare ma non se ne fece nulla in quanto i consiglieri rilevarono che non era perfettamente ammannito essendo mancante del parere del collegio dei revisori dei conti. L'amministrazione comunale, per evitare un inutile dibattito, preferì ritirarlo. Trasmesso ai revisori e ottenuto il parere positivo, è di nuovo tornato in consiglio che lo ha adottato con il solo voto contrario del presidente dell'assise Leonardo Pitruzzella. L'ultimo regolamento sui servizi di economato risaliva al marzo del 1985. Dopo oltre 29 anni era più che avvertita la necessità di adeguarlo alle disposizioni normative che via via si sono succedute. La sfilza delle competenze è assai lunga andando da quelle più semplici come il pagamento delle bollette telefoniche e postali all'organizzazione di ricevimenti e convegni; dall'organizzazione e gestione dei magazzini economali all'acquisto di quotidiani e periodici, dall'alienazione, donazione o distruzione dei beni e materiali dichiarati fuori uso al mantenimento e aggiornamento dell'inventario dei beni stessi.

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