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Montevago, risanamento ambientale Impastato lotta contro la burocrazia

Al paese spetta una quota di 400 mila euro per ripulire l'amianto di cui sono intrisi tre villaggi
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. "Speriamo che i lavori di risanamento ambientale, per eliminare l'amianto nei nostri villaggi partano presto". L'auspicio dei residenti che abitano nelle baracche di Montevago, arriva dopo che, i primi di agosto, lo Stato ha finanziato per il Belice una somma pari a 10 milioni di euro, destinati esclusivamente al risanamento ambientale. A Montevago, spetta una quota di 400 mila euro per ripulire l'amianto di cui sono intrisi tre villaggi. Infatti non solo la copertura ma anche le pareti esterne sono di cemento amianto. Persino la Chiesa, nella quale si celebra messa ogni domenica mattina, è una baracca con l'involucro in amianto. I tre villaggi, esempio della solidarietà post terremoto, dei giornali Il Tempo di Roma, Il Piccolo di Trieste, e l'Eco di Bergamo, vennero edificati, per dare un immediato alloggio ai terremotati del sisma del gennaio 1968. "In totale sono 85 piccole baracche. In questi alloggi precari, divenuti definitivi, hanno vissuto intere generazioni" dice il Sindaco Calogero Impastato, che si batte affinché la burocrazia non ostacoli il risanamento ambientale auspicato dai suoi concittadini. "Abbiamo 45 alloggi in amianto al villaggio Tempo, 22 al villaggio Trieste, e 18 al villaggio Bergamo. - dice Impastato - Alloggi abitati da una ottantina di famiglie. Chiediamo allo Stato di fare presto". "Con questo amianto mia mamma Maria ha perso la vita - denuncia Lilla Bavetta - Io sono nata nel 1969, e dall'anno successivo che abito in questa baracca, che ho lasciato quando mi sono sposata. Ma qui al villaggio Tempo, ininterrottamente ci abita mio padre Calogero Bavetta". "Ho 79 anni, abito qui da quando avevo 35 anni" dice l'anziano padre: "Spero che lo tolgano il più presto possibile, altrimenti ci lasciamo la pelle". Calogero Bavetta indica dei casi tumorali: "Oltre a mia moglie morta di tumore, anche la vicina di casa, donna Vita è morta di questo brutto male e il marito, anche lui morto di tumore ai polmoni". "Speriamo che facciano presto" dice Giuseppe Ambrogio, anche lui pensionato seduto a prendere il sole nello spazio antistante la villetta. "Noi abbiamo già un progetto esecutivo per la rimozione dell'amianto" dice l'Architetto Giuseppe Neri, che dirige l'Ufficio Tecnico. "Per eliminare questo amianto e conferirlo in discarica necessitano circa 250mila euro, e circa altrettanto per rimettere il coibentato sui tetti". "Ne faremo una battaglia - conclude il Sindaco Impastato - affinché con le somme finanziate dal Decreto Lavoro siano impegnati dai comuni che effettivamente sono alle prese con le questioni ambientali".

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