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Mafia, maxi-operazione «Apocalisse» Un’assoluzione e quattro condanne

La corte ha assolto Giancarlo Buggea, 44 anni, di Canicattì, che era stato condannato in primo grado, dal Gup di Palermo, a 3 anni e 4 mesi di reclusione

AGRIGENTO. Cinque condanne e due assoluzioni: la Corte d’appello modifica ampiamente la sentenza del processo "Apocalisse", scaturito dall'inchiesta su mafia e riciclaggio in alcuni comuni della Provincia. In primo grado furono condannati solo in tre: a Salvatore Paci, 61 anni, erano stati inflitti quattro anni per l'accusa di intestazione fittizia di beni: secondo la Dda aveva favorito l'investimento del boss Giuseppe Falsone nella discarica di Campobello. Era stata pure disposta la confisca dell'ottanta per cento del capitale sociale della ditta Laes. Condanne pure per altri due imputati ma non per tutti i capi di accusa. Giancarlo Buggea, 40 anni, di Campobello, già condannato per mafia, era stato ritenuto colpevole (3 anni e 4 mesi è la pena) di avere fatto un investimento occulto in un'azienda agricola. Tre anni e otto mesi erano stati inflitti a Gioacchino Francesco Cottitto, 44 anni, di Palma di Montechiaro, accusato di intestazione fittizia di beni e riciclaggio. In primo grado era stata decisa l'assoluzione per gli altri quattro imputati: Pino Gambino, 40 anni, di Ravanusa, era stato prosciolto dall'accusa di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. In particolare era ritenuto il capomandamento di Campobello di Licata, paese di cui è originario il boss Falsone. L'assoluzione "per non avere commesso il fatto" era stata decisa anche per Giovanni Marino, 44 anni, originario di Canicattì ma residente a Campobello di Licata; e Calogero Paci, 36 anni, di Campobello di Licata. La Corte presieduta dal giudice Marraffa ha modificato sensibilmente il verdetto. Gambino è stato condannato a 8 anni di reclusione. Quattro anni e quattro mesi per Bonanno; due anni e otto mesi a Marino. Pena ridotta a 3 anni per Cottitto: la Corte ha accolto in parte le tesi dei difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Giuseppe Vinciguerra, e ha escluso l'aggravante del favoreggiamento a Cosa Nostra. Assoluzione parziale anche per Salvatore Paci (difeso dagli avvocati Gaziano e Manganello) la cui pena finale diventa di 2 anni e 8 mesi. Assoluzione da tutte le accuse per Buggea: la Corte ha accolto l'appello dei difensori Giovanni Castronovo e Lillo Fiorello e ha cancellato la condanna. Confermata l'assoluzione di Calogero Paci, figlio di Salvatore. L'inchiesta, sfociata il 26 marzo del 2010 nel blitz dei carabinieri, avrebbe accertato la presenza invasiva di Cosa nostra in settori strategici dell'economia.

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