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Via Papa Luciani a rischio di nuovi crolli: la Regione pagherà la messa in sicurezza

Sopralluogo dell’assessore regionale Mariella Lo Bello con i tecnici della Protezione civile
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Uno spiraglio per il finanziamento della messa in sicurezza del costone franato di via Papa Luciani, ad Agrigento. A squarciare le tenebre - che volevano che fossero i privati proprietari ad intervenire - ieri mattina è stato l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente Mariella Lo Bello.
«Gli uffici della Protezione civile insieme a quelli dell'assessorato - ha spiegato - hanno già provveduto a segnalare l'urgenza di individuare questa come zona di emergenza. Le straordinarie piogge hanno solo accelerato un processo che vedeva questa zona in serio pericolo, coinvolgendo adesso quattro palazzine. Lunedì mattina - ha aggiunto l'assessore regionale - questi documenti sulla zona a rischio saranno sul tavolo del direttore generale dell'assessorato Territorio ed Ambiente. Il Comune dovrà rapidamente preparare un progetto in modo che si possa finanziare la messa in sicurezza».
Le criticità di quella porzione di via Papa Luciani non sono una situazione nuova.
«L'instabilità del muro - dice Mariella Lo Bello - era stata già segnalata ai proprietari privati, ma i ritardi negli interventi hanno determinato quel che era prevedibile».
L'assessorato regionale al Territorio ed Ambiente da circa 15 giorni è al lavoro per formare un nucleo ispettivo sui centri storici.
«Un nucleo - dice il rappresentante della Giunta Crocetta - che dovrà verificare la situazione dei nostri centri storici, ma anche di quelle palazzine - come nel caso di Ribera - che pur essendo giovani risentono di una insicurezza strutturale per cui nel tempo, o a causa dell'usura del tempo stesso o perché i materiali usati per le costruzioni non sono buoni o per l'abusivismo creano degli appesantimenti. Ecco bisogna attenzionare il territorio e lo stiamo facendo anche per il caso di Naro».
L'allarme crolli riecheggia anche nelle parole del consigliere comunale di Voce Siciliana, Antonio Cicero. «Oltre ai singoli episodi di crolli - ha detto Cicero - la maggiore preoccupazione viene dalle situazioni di emergenza ormai note come quello della cattedrale di Agrigento e dell'area diocesana. È' storia nota quella dei fondi destinati alla cattedrale, i 15 milioni di euro che erano stati "scippati" a favore dell'emergenze alluvionali della provincia di Messina, ma il grido di allarme sollevato dal sottoscritto e dai colleghi di partito Patti, Gramaglia e Gibilaro, ha fatto sì che il Comune abbia impugnato la delibera di giunta regionale di fronte al Tar e grazie alle argomentazioni tecnico-giuridiche dell'avvocato Gabriele Giglio, sono state riconosciute le nostre ragioni. E' notizia di qualche mese fa quella secondo cui l'assessore regionale al Territorio Ambiente Mariella Lo Bello ha quantificato in 30 milioni di euro le esigenze per il consolidamento del costone».

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