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Rifiuti, in provincia la raccolta si ferma di nuovo

Incrociano le braccia gli operatori della Dedalo Ambiente. Rifiuti per strada a Licata, Palma di Montechiaro, Naro, Ravanusa, Canicattì, Campobello di Licata e Camastra
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Hanno percepito l’ultimo stipendio intero (visto che a gennaio hanno ottenuto solo un acconto) a dicembre, perciò ieri si sono fermati per far comprendere che soprattutto di questi tempi non avere i soldi per pagare il mutuo e fare la spesa non è cosa da poco. Si tratta dei circa duecento operatori ecologici della Dedalo Ambiente che operano a Licata, Palma di Montechiaro, Naro, Ravanusa, Canicattì, Campobello di Licata e Camastra. A proclamare lo sciopero è stata la Cgil funzione pubblica di Agrigento e ieri pomeriggio Alfonso Buscemi, segretario generale di Agrigento, ha annunciato che lo stop al servizio potrebbe non essere l’unico.
“Ci siamo confrontati con l’azienda, ma abbiamo sentito anche i Comuni, ottenendo – sono le parole di Buscemi – riscontri positivi. Pare che la situazione sia destinata a sbloccarsi in tempi brevi. Forse già la prossima settimana gli operatori ecologici dell’Ato Ag3 potrebbero ottenere ciò che gli spetta. Se non riceveremo precise assicurazioni in tal senso siamo pronti a proclamare altre due giornate di sciopero”.
L’adesione all’iniziativa è stata massiccia. Soprattutto nei cantieri delle città più grandi ad incrociare le braccia sono stati tutti gli operatori ecologici ed i risultati, purtroppo, si sono visti subito. Licata, per esempio, già ieri pomeriggio era ricolma di rifiuti. Emergenze soprattutto al Villaggio dei Fiori ed al Villaggio Agricolo, ma anche nel quartiere Oltreponte. Si tratta dei rioni maggiormente popolati e basta un giorno di mancata raccolta per mandare in tilt intere aree. Si sprecano, ovviamente, le proteste dei cittadini. Tra l’altro per Licata si tratta della quarta crisi dei rifiuti dallo scorso agosto. L’ultima è recentissima. Poco più di un mese fa la raccolta si fermò per alcuni giorni e la città venne invasa dalla spazzatura. A settembre, invece, chiusero addirittura le scuole, considerato che in quel caso i rifiuti vennero raccolti solo a singhiozzo per ben 26 giorni.
All’interno della protesta generale si inserisce quella che riguarda esclusivamente il cantiere di Licata. Qui i circa sessanta operatori ecologici della Dedalo Ambiente sono contrari al passaggio (deciso dal Comune) all’Ato Cl2 di Gela. Temono per il posto di lavoro. Ieri mattina hanno inscenato un corteo di protesta davanti al municipio e poi, in delegazione, sono stati ricevuti dal vice sindaco Salvatore Avanzato. Come già fatto nelle scorse settimane gli hanno manifestato tutto il loro malumore per la scelta della giunta in carica. Dal canto suo Avanzato li ha rassicurati sul fatto che nessuno perderà il lavoro. Semplicemente la nuova Ato alla quale aderirà il Comune li assumerà in blocco. I netturbini, però, rimangono sul piede di guerra.
“Continuiamo a deplorare – è il commento di Alfonso Buscemi – il comportamento dell’amministrazione comunale riguardo alla decisione di transitare all’Ato gelese. Prima il Comune dovrebbe pensare a regolare le pendenze con la Dedalo Ambiente”.

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