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Rifiuti, la Dedalo ai Comuni: "Per ridurre i costi via i comandati"

Tra Licata e Ravanusa 20 dipendenti degli enti lavorano per l’autorità d’ambito. Miceli: non possiamo permetterceli
Agrigento, Archivio

LICATA. Si aprono altri due fronti “caldi”, forse addirittura tre, nel rapporto tra la Dedalo Ambiente ed i Comuni, e ciò lascia pensare che domani, in occasione dell’assemblea dei soci, si assisterà alla “resa dei conti”. Il problema più scottante è quello dei “comandati”, dipendenti dei Comuni di Licata e Ravanusa che da anni lavorano per l’Ato Ag3. Bene, il commissario liquidatore della Dedalo, Rosario Miceli, ha detto di essere pronto a ridurre i costi del servizio, ma per farlo deve “scaricare” i “comandati”.

“Tra Licata e Ravanusa – dice Miceli – sono circa venti i dipendenti dei due Comuni che lavorano per noi. La loro presenza ci costa 600.000 euro l’anno. Allora chiediamo ai due Comuni, sin da subito, di riprendersi questo personale, in modo che il loro costo non pesi più sul nostro bilancio. Così potremo ridurre il costo del servizio. Un’altra riduzione – conclude Miceli – è rappresentata dal fatto che la prossima estate non sarà più a nostro carico la pulizia delle spiagge di Licata. Il Comune, infatti, sta per passare con l’Ato Cl2”. Pare difficile, però, che i due Comuni siano disposti a tornare ad avere in organico i “comandati”, visto che le risorse degli enti pubblici sono ormai ridotte all’osso.

Il secondo problema riguarda solo Licata. Visto che vanta numerosi crediti il distributore di carburante minaccia di non fare più il pieno agli autocompattatori della Dedalo. “Sollecitiamo – è il commento di Miceli – ancora una volta il Comune a liquidarci il dovuto. Altrimenti non possiamo pagare i fornitori”. E l’ultimo tema caldo è rappresentato dal fatto che il personale ha ricevuto, a dicembre, solo un acconto della tredicesima. Già nelle prossime ore i sindacati potrebbero proclamare lo stato di agitazione e poi lo sciopero”.

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