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Palma, due studenti affetti da favismo: il sindaco vieta coltivazioni in centro

I giovani frequentano l’«Odierna», Bonfanti ha emesso il provvedimento dopo una segnalazione del preside

PALMA DI MONTECHIARO. Per salvaguardare la salute di due studenti del liceo scientifico “Giovambattista Odierna” afflitti da favismo, il sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Bonfanti, ha intimato ad un agricoltore di estirpare, entro cinque giorni, un campo di fave prossimo alla scuola. Il capo dell’esecutivo ha firmato il provvedimento dopo avere ricevuto una missiva del preside dell’”Odierna” che lo ha informato circa la patologia dei due studenti.  “Da risultati scientifici ormai consolidati si è appurato che il favismo – scrive Bonfanti nell’ordinanza emessa ieri - è una patologia congenita caratterizzata da deficit dell'enzima Glucosio - 6 - fosfato deidrogenasi, con il risultato della rottura dei globuli rossi e di conseguente crisi emolitica. I soggetti affetti da questo deficit, nella variante mediterranea, possono sviluppare crisi emolitica tale da costituire serio pericolo con conseguenze anche letali, se esposti all'ingestione di fave e piselli, ovvero alla sola percezione dell'odore delle medesime o all'inalazione del loro polline durante il periodo dell'inflorescenza”. I due allievi dello scientifico, considerato che il campo di fave in questione è prossimo alla fioritura, potrebbero addirittura rischiare la vita, perciò il primo cittadino palmese non ha perso tempo nell’ordinare di estirpare il campo. Bonfanti ha ordinato di “eliminare le piantagioni di fave e piselli entro un raggio di 300 metri dal liceo scientifico "G.B.Odierna", frequentato da alcuni alunni con patologia favismo, in relazione alla pericolosità degli stessi legumi, in quanto costituiscono fattore scatenante di crisi emolitiche”. Per scongiurare il verificarsi di crisi che possano portare anche alla morte il primo cittadino ha esteso il divieto anche alle altre zone di Palma. Ha infatti ordinato “il divieto assoluto di coltivare legumi della specie fave e piselli nelle zone ricadenti nel raggio di almeno 300 metri dal centro abitato e da ogni istituzione scolastica pubblica e privata di ogni ordine e grado, da tutti gli edifici e luoghi pubblici, edifici aperti alla collettività, scuole, strutture sanitarie, cimitero, centri sportivi, luoghi di culto uffici ed enti pubblici”. Un’ordinanza simile a quella di Bonfanti era stata emessa qualche tempo fa anche dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, per salvaguardare la salute di un bimbo residente al Villaggio Mosè.

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