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Nuova giunta a Ribera

Richiamati nell’esecutivo gli assessori Baldassare Tramuta, Antonio Sgrò e il vice sindaco uscente Davide Caico

RIBERA. I partiti della maggioranza non si mettono ancora d’accordo sui componenti dell’esecutivo e il sindaco Carmelo Pace ha tirato dal suo cilindro i nomi dei ”nuovi” componenti della giunta. Come annunciato nei giorni scorsi il primo cittadino ha atteso che Pid, Pdl, Mpa - Pds, Grande Sud e Udc, comunicassero i nominativi dei loro rappresentanti per la giunta.

«Se entro lunedì non li avrò avuti - ha detto Pace - allora sarò io stesso a nominare i componenti della giunta». Pace aveva fatto intendere anche che avrebbe successivamente richiesto una sorta di ”fiducia” al consiglio comunale nel caso in cui fosse stato lui a individuare i suoi collaboratori più stretti. Ieri sera la ”sorpresa”. Il sindaco ha chiamato a collaborarlo in questa delicata fase della vita politico-amministrativa nientemeno che il vice sindaco uscente Davide Caico, dell’Mpa - Pds, assessore dimissionario nei giorni scorsi nell’ambito dell’”azzeramento” della giunta che aveva portato alla fuoriuscita dall’esecutivo anche dell’assessore ai lavori pubblici Baldassare Tramuta. Anche questi ieri sera è stato chiamato a rientrare nella ”stanza dei bottoni” del palazzo di città. Tramuta aveva deciso di autosospendersi dal suo partito il Pdl, che puntava ad inserire in giunta un nuovo suo esponente (si è fatto il nome del consigliere avvocato Nino Firetto).

Oltre a Caico e Tramuta a rientrare nell’esecutivo è stato anche l’ex assessore ai servizi sociali Antonio Sgrò, che aveva lasciato la giunta nell’ottobre scorso, non avendo condiviso alcune scelte del primo cittadino. Tutti e tre i ”nuovi” assessori sono stati con il sindaco Pace a discutere della situazione politico-amministrativa che si è venuta a creare e a loro è stato richiesto il rientro in giunta. Tutti e tre hanno accolto l’invito del primo cittadino riberese.

All’incontro di ieri nel Palazzo di città era stata invitata anche l’avvocato Stefania Firetto, assessore in pectore, come ”quota rosa”. L’avvocato riberese, però, si è riservata di sciogliere in mattinata la riserva. Deciderà, quindi, in giornata se farà o meno parte della ”Pace bis”, che nasce in un certo senso perchè i partiti che hanno sostenuto e che, continueranno a sostenere il progetto politico di Pace, non sono riusciti a trovare la quadra. Alla vigilia dell’incontro di ieri, dopo le riunioni che reno state tenute, sembrava che l’esecutivo ormai fosse pronto: per la componente di Grande sud si faceva con insistenza il nome del già assessore all’agricoltura, ai tempi della sindacatura di Peppe Cortese, il dottor Giuseppe Marrone, funzinario regionale; per la componente del Popolo della Libertà i giochi sembravano andare in direzione di una nomina dell’avvocato Nino Firetto; dalle parti dell’Mpa-Pds veniva dato per scontato un rientro in giunta del vice sindaco Davide Caico, che alla fine è l’unico che è diretta espressione di uno dei partiti della coalizione, l’Mpa-Pds. Dalle parti del Pid Cantiere popolare veniva esclusa la possibilità di un inserimento diretto nella giunta.

A chiusura dell’incontro di ieri nel Gabinetto del sindaco Pace ha chiarito che la scelta di richiamare a collaborarlo Caico, Tramuta e Sgrò, è arrivata perchè i partiti, pur garantendo l’appoggio al programma, non sono stati pronti a risolvere i problemi interni sulle componenti da mandare in giunta e per non scontentare nessuno. I partiti lo hanno delegato a scegliere e lui ha scelto.

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