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Rifiuti, la crisi non è ancora rientrata A Licata bruciati altri dieci cassoni

LICATA. I cassoni dei rifiuti, dopo lo stop alla raccolta durato da domenica a giovedì scorso, tornano ad essere svuotati nei sette Comuni dell’agrigentino in cui la Dedalo Ambiente assicura il servizio, ma non si può dire che la situazione sia tornata alla normalità. Soprattutto nei paesi più grandi, Licata, Canicattì e Palma di Montechiaro, ci sono intere aree in cui gli autocompattatori non sono ancora arrivati, malgrado lo svuotamento sia ripreso da venerdì. E la gente si lamenta. Ieri mattina a Licata, per esempio, erano ancora ricolmi i cassoni posti nel parcheggio attiguo all’ospedale, così come non era stato svuotato lo scarrabile di contrada Nicolizia. In quest’ultimo sito, anche a causa della presenza di randagi che sparpagliano dappertutto i sacchetti con il pattume, la situazione ora è insostenibile. Sono stracolmi di rifiuti anche i cassoni di alcune zone della periferia di Licata e delle frazioni balneari della città. Ovviamente l’Ato ha pensato, innanzitutto, a portar via i rifiuti dal centro ed a svuotare le batterie di cassoni poste accanto agli uffici pubblici ed alle scuole, ma le periferie e le zone extraurbane non devono essere dimenticate. Considerazioni identiche vanno fatte per gli altri sei Comuni dell’ambito territoriale. Intanto, a proposito di emergenza, non finisce quella degli incendi di cassonetti. Il picco, manco a dirlo, riguarda Licata. Anche nel corso della notte tra sabato e domenica i piromani hanno preso di mira le batterie sistemate lontano dal centro storico. Sono stati dati alle fiamme i cassoni di via Pastrengo, di via Puccini e di via Pellico. Gran lavoro per i vigili del fuoco del distaccamento cittadino che hanno corso da una parte all’altra della città per spegnere i roghi. Ancora una volta gli incendi sono stati appiccati uno dopo l’altro e perciò i pompieri quasi non finivano di spegnere il primo che dovevano correre negli altri siti. Alla fine il bilancio è stato di dieci contenitori distrutti dalle fiamme. Rosario Miceli, commissario liquidatore della Dedalo, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.

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