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Provincia, busta paga più ricca per i dipendenti

Stop alla ritenuta del 2,5% sul Trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Busta paga più "ricca" a partire da questo mese per i dipendenti della Provincia. È stato infatti dato lo stop alla ritenuta del 2,5% sul Trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, in attuazione della sentenza numero 223/2012 della Corte costituzionale che aveva bocciato la parte della manovra Tremonti del 2010 che estendeva il Tfr anche ai pubblici.
«Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un decreto-legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia». Per quanto riguarda gli arretrati, il Consiglio dei ministri ha stabilito «che si procederà in via amministrativa attraverso un decreto ai sensi della legislazione vigente». Quest'ultimo provvedimento è atteso nel giro di due o tre mesi al massimo. Quindi, anche dalle buste paga dei dipendenti della Provincia, da questo mese, sparirà la ritenuta dichiarata incostituzionale. Intanto si è svolta una riunione di contrattazione decentrata, presente il capo del personale Aldo Cipolla. Al verbale della seduta è stato allegato un documento della segreteria provinciale della Uil-Fpl contenente la richiesta di un incontro con l'amministrazione D'Orsi per la discussioni di alcune questioni.
In particolare, il segretario provinciale, Fabrizio Danile, ha chiesto: «Per le problematiche del personale precario, di volere convocare, nel breve termine, un incontro al fine di ricevere gli opportuni chiarimenti sull'avvio delle procedure di stabilizzazione con la conseguente ricognizione dei posti disponibili in dotazione organica, la verifica della copertura finanziaria per la sussistenza dei contratti, l'attivazione di un tavolo tecnico per la definizione dei criteri relativi all'utilizzo delle risorse umane che definisca le modalità relative all'integrazione salariare o oraria sulla base delle specifiche attività e carico di lavoro. Danile ha chiesto, inoltre, all'amministrazione di "rivedere il regolamento che disciplina l'attribuzione degli incarichi al personale dipendente, dirigente e non, che viene utilizzato in doppi incarichi al fine di evitare disfunzioni nell'ente, con distrazione delle esigue risorse economiche in favore di pochi eletti senza nessuna procedura di selezione». La replica: «Non esiste un regolamento per l'attribuzione degli incarichi al personale dipendente in quanto l'amministrazione non conferisce incarichi extra ai propri dipendenti e non distrae, a tale fine, alcuna risorsa economica».

UNIVERSITA’. Non dipende dal Consorzio universitario l'eventuale o paventata chiusura della sede del Polo didattico agrigentino. Lo spiega in una nota la Provincia che sostiene: «Il Consorzio non si è mai rifiutato di corrispondere la somma dovuta all'Università, ma ha contestato la notevole richiesta di 1.500.000 euro annui relativa alle assunzioni e promozioni effettuate dall'Università per il Consorzio (i cosiddetti incardinati)». «Il Consorzio - si legge ancora nel documento - vuole capire se l'Università può bandire concorsi per professori e ricercatori senza alcuna autorizzazione, facendo gravare la somma su un ente già in difficoltà economico con conseguente rischio di chiusura». Infine la società Moncada costruzioni ha proposto un accordo di collaborazione, pertanto Joseph Mifsud, con propria determinazione, ha tempestivamente attivato le procedure necessarie.

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