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Acqua inquinata a Ribera, attesa per i risultati

Ad una settimana da quando è scattato l’allarme adesso si attendono gli esiti delle indagini di laboratorio che sono state avviate
Agrigento, Archivio

RIBERA. E’ già volata via una settimana da quando è scattato l’allarme inquinamento in tutto il territorio comunale e ancora non c’è certezza sul superamento dello stato difficile che si è venuto a creare in città dopo che l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, con i suoi organismi addetti al controllo della qualità dell’acqua distribuita ai cittadini per usi civili e potabili soprattuo, ha reso nota la presenza di batteri nelle tubazioni idriche dovuta, quasi certamente, alla presenza di quantitativi di cloro inferiori alla norma. Da mercoledì sono al lavoro i tecnici della ”Girgenti acque” per cercare di individuare anche qualche zona particolarmente a rischio (dalle parti del cortile Barone sono stati segnalati i principali problemi), e per rimettere in sesto le attrezzature che consentono l’immissione automatica del cloro nella zona di ingresso e di uscita dell’acqua, che arriva dalla sorgente ”Favara di Burgio”. Secondo indiscrezioni, pare, che qualche situazione di rischio di infiltrazioni di impurità nelle condutture sia stata individuata e sono stati effettuati gli interventi necessari. Già ieri la stessa ”Girgenti acque” ha provveduto a prelevare dei campioni di acqua per sottoporli alle indagini di laboratorio. Anche l’Azienda sanitaria provinciale con l’Ufficiale sanitario Giuseppe Tortorici e il dottor Franco Marrone in testa è intervenuta per fare effettuare delle analisi per sapere se si potrà dare l’atteso via all’immissione normale dell’acqua da distribuire anche per gli usi potabili, che attualmente sono vietati dopo che il sindaco Carmelo Pace ha emesso l’ordinanza contenente il divieto di utilizzo. Secondo quanto riferito dal responsabile della sanità pubblica Tortorici i risultati delle analisi, per il tipo di indagini che vengono effettuate in questi casi, non si potranno conoscere prima delle 48 ore. Quindi, è prrobabile che già domani si dovrebbe avere un quadro più precisoo della situazione. Intanto in città continuano a registrarsi notevoli disagi tra i cittadini-utenti che hanno preso di mira i supermercati per rifornirsi di acqua in bottiglia e che richiedono l’intervento di autobotti private abilitate alla distribuzione dell’acqua potabile. Intanto Il sindaco Carmelo Pace, sempre in materia di inquinamento, che stavolta non riguarda la città ma le campagne, ha emesso una nuova ordinanza la n. 56 dell’11 ottobre con la quale ha ordinato il divieto di utilizzo dell’acqua di falda (pozzi, sorgenti) in tutta la porzione del territorio del comune di Ribera situata a valle del punto di vendita di una nota ditta di carburanti dalle parti della SS 115 al Km. 143 + 750.

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