AMBIENTE

Campobello, il sindaco Picone si è dimesso dalla guida della società dei rifiuti

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AGRIGENTO. Alla fine Gianni Picone si è dimesso da presidente della Srr, la società di regolamentazione dei rifiuti Agrigento 4 Est. Il sindaco di Campobello di Licata, getta la spugna, dopo le polemiche legate alla mancata assunzione di 23 lavoratori ex Dedalo, e con una lettera inviata al segretario ed agli altri componenti del Cda della Srr, ha scelto di lasciare l’incarico.

Ufficialmente Gianni Picone, che pochi mesi addietro è stato rieletto sindaco di Campobello di Licata, avrebbe lasciato per impegni istituzionali che non gli consentirebbero di ricoprire questo importante ruolo. Qualcuno, però sostiene che il sindaco potrebbe essere uno dei candidati del Partito democratico alle prossime elezioni regionali che in Sicilia si terranno il 5 novembre. Il diretto, interessato, al momento però non conferma o smentisce questa probabilità.

Gianni Picone era stato eletto Presidente della Srr, lo scorso mese di dicembre. Una esperienza durata circa 8 mesi. Intanto, per il prossimo 10 agosto è stata convocata l’assemblea che provvederà ad eleggere il nuovo presidente della Srr Agrigento est. Indiscrezioni parlano che il ruolo lasciato vacante da Gianni Picone potrebbe andare a Carmelo D’Angelo, attuale sindaco di Ravanusa. Ma tutto sarà deciso la prossima settimana.

L’assemblea dei soci della Srr Agrigento Est è composta da 26 comuni della provincia. Si tratta di Agrigento, Aragona, Camastra, Cammarata, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Realmonte, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Siculiana, San Giovanni Gemini, Canicattì, Licata, Ravanusa, Palma di Montechiaro e Naro.

La società sostituisce l’Ato Ag2, Gesa Ag2 e Ato Ag3 Dedalo ambiente. Ed a proposito di Dedalo ambiente, presso il polo tecnologico dell’area Asi Ravanusa – Licata sono stati convocati dal commissario liquidatore Rosario Miceli i 23 lavoratori che si sono rifiutati di firmare un licenziamento “concordato”. Per loro è arrivato il tempo della notifica dell’interruzione del rapporto di lavoro con la Dedalo ambiente Spa, società in liquidazione che fino a poco tempo fa si occupava del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei 7 Comuni dell’Ato Ag3: Licata, Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì, Palma di Montechiaro, Naro e Camastra.

“Questi lavoratori che si sono rifiutati di firmare l’interruzione del rapporto con Dedalo ambiente in maniera consensuale, come hanno fatto invece gli altri 200 non hanno perso il lavoro – spiega il commissario Miceli. Perché anche loro devono transitare nella Srr. E per quanto riguarda le spettanze, Tfr ed altri non perderanno nulla, perché la società gliele riconoscerà fino all’ultimo centesimo. Ho già convocato i sindaci che fanno parte dell’Ato per definire il concordato fiscale con lo Stato che ci permetterà di risparmiare circa 8 milioni di euro e chiederò ad ogni Comune di versare nelle casse della società quanto da loro dovuto per liquidare le spettanze ai lavoratori”. Ma i dipendenti non si fidano ed hanno chiesto la presenza del segretario provinciale del sindacato autonomo, Confael, Manlio Cardella.

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