TRADIZIONI

Realmonte e Porto Empedocle, la festa di San Calò tra fede e polemiche

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REALMONTE. San Calò senza pace, tra sacro e profano. Dopo le celebrazioni ad Agrigento e a Naro in questi giorni la festa è a Realmonte, dove il santo nero più venerato nell'Agrigentino è stato portato ieri fino in spiaggia tra i bagnanti, a «prendere il sole» e a «fare il bagno» a due passi dalla Scala dei Turchi come da tradizione (più folcloristica che religiosa) che ogni anni si rinnova tra mugugni e polemiche.
Mentre fervono i preparativi per le celebrazioni «blindatissime», per ragioni di sicurezza, di San Calogero a Porto Empedocle, le cui immagini l'anno scorso e due anni fa fecero il giro del mondo tra internet e tv, prima per il balletto della modella Clizia Incorvaia in tenuta sexy accanto alla statua come performance per il suo blog, poi per il presunto inchino della vara davanti alla casa della madre di Gerlandino Messina, l'ex numero uno di Cosa nostra agrigentina che al momento dell'arresto nel covo di viale Stati Uniti a Favara teneva al capezzale un fazzoletto uguale a quello che mettono al collo i portatori di San Calogero.
Due episodi andati alla ribalta delle cronache nazionali che misero in imbarazzo l'arcivescovo di Agrigento monsignor Francesco Montenegro, costretto a correre ai ripari impartendo nuove direttive più restrittive per l'organizzazione delle feste religiose.
Intanto, alla "Marina", quest'anno la festa sarà più sobria e meno dispendiosa, durerà un giorno e non quattro. 

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