IL CASO

Agrigento, premio al cardinale Ravasi
Ma fuori si protesta: "Spreco di soldi"

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AGRIGENTO. «Uomo di cultura, oltre che uomo di Chiesa, capace di autentico dialogo aperto a ogni dimensione della conoscenza umana». Con questa motivazione, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del "PontificiumConsilium de Cultura", ha ritirato ieri sera al teatro Pirandello il premio internazionale "Empedocle" per le Scienze umane, in memoria di Paolo Borsellino, per la sezione "Cultura e Teologia". La manifestazione, organizzata e promossa dall'accademia di Studi Mediterranei di Agrigento di cui è presidente legale l'avvocato Diego Galluzzo e presidente onorario la professoressa Assunta Gallo Afflitto, quest'anno è giunta alla 21esima edizione e la cerimonia di consegna del premio si è svolta al Teatro Pirandello.

Mentre all'interno del Teatro si svolgeva la cerimonia all'esterno un gruppo di attivisti del movimento "Dipiù" protestava contro il commissario Luciana Giammanco, presente alla manifestazione, per la concessione di un contributo di 30 mila euro all'accademia degli Studi Mediterranei per l'organizzazione della kermesse. Il gruppo era composto da Giuseppe Di Rosa, vice presidente del Consiglio comunale e candidato a sindaco della città di Agrigento, da Marco Arcuri, esponente del movimento Dipiù e da Lillo Sorce (nella foto Picone). I tre hanno esposto uno striscione con lo slogan: "Basta spreco di denaro pubblico". "Invito il commissario Giammanco - ha detto Giuseppe Di Rosa - a dimettersi perché non è riuscita a dire di no ai dante causa politici che hanno imposto l'erogazione di un contributo da 30 mila euro all'Accademia degli studi Mediterranei per la consegna del premio "Empedocle".

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