«C’è un disavanzo di 3 milioni», conti in rosso a Favara ed è allarme tasse alte

FAVARA. Conti in rosso al Comune di Favara. Ad evidenziarlo l'ultimo rendiconto di gestione che ha accertato un disavanzo di 3 milioni di euro. A certificarlo una delibera della giunta municipale, che ne ha approvato lo schema predisposto dagli uffici finanziari anche se tutta la pratica dovrà ancora essere trasmessa agli inquilini dell'aula «Falcone e Borsellino», a cui spetta l'ultima parola, non prima di avere ottenuto il parere positivo del collegio dei revisori dei conti. La grave situazione economica in cui si dibatte il Comune è materia di preoccupazione da parte delle forze politiche locali. E, in effetti, per questa mattina, a Palazzo di Città, è stata convocata una riunione dei capigruppo consiliari per affrontare la problematica dopo che la settimana scorsa, sempre su richiesta della conferenza dei capigruppo, erano stati sentiti il responsabile dell'ufficio di ragioneria, la dottoressa Carmelina Russello, e i revisori dei conti. «Vogliamo approfondire la questione finanziaria - dice il presidente del consiglio Leonardo Pitruzzella - senza per questo volere creare allarmismi. Ci rendiamo conto che la situazione non è per nulla allegra ma al momento non vogliamo parlare di predissesto o, addirittura, di dissesto finanziario». Concetto che qualcuno ha soppiattamente fatto circolare.
Che ci sia la necessità di centellinare le spese o, comunque, di intraprendere una robusta cura dimagrante, si evince da una lettera che la dirigente del dipartimento finanze ha inviato a tutti i responsabili delle posizioni organizzative confermando che il conto consuntivo relativo all'anno 2013 si è chiuso in disavanzo e che l'ente locale, alla data del 31 dicembre scorso, risultava strutturalmente deficitario. La dottoressa Russello ha, in pratica, richiamato i suoi colleghi a limitarsi nell'assunzione degli impegni e nell'effettuazione delle spese richiama il comma 5 dell'articolo 191 del Tuel, che così recita: «Agli enti locali che presentino, nell'ultimo rendiconto deliberato, disavanzo di amministrazione di ovvero indichino debiti fuori bilancio per i quali non sono stati validamente adottati i provvedimenti di cui all'articolo 193, è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti dalla legge». Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi.
Per rientrare nei valori già indicati dalla Corte dei Conti, allorché ha preso in esame i precedenti rendiconti di gestione del Comune, cosa bisognerà fare? «Intanto, occorre limitare i pagamenti solo alle spese obbligatorie - spiega il responsabile dell'ufficio di ragioneria Carmelina Russello -. Poi occorrerà approvare il bilancio di previsione 2014 per attuare le disposizioni dell'articolo 188 del Tuel sul disavanzo di amministrazione che può essere recuperato nei successivi 3 anni». Come? Portando al massimo le aliquote dei tributi locali e tagliando alcuni servizi.

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