Asp di Agrigento, tutte le emergenze per il nuovo manager

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Dossier, incartamenti, richieste di interventi e segnalazioni di emergenze. È quello che troverà sulla sua scrivania, Salvatore Ficarra, il nuovo general manager dell'Asp 1 di Agrigento che martedì si insedierà ufficialmente, ponendo fine alla gestione commissariale che dura da qualche anno. Una mole di «proteste» che riguardano essenzialmente la carenza di personale medico e infermieristico che vive particolari criticità in alcune unità operative. In testa, i Pronto soccorso, dove le emergenze del periodo estivo, rischiano di far collassare un reparto sempre sottoposto importanti sollecitazioni, aumentare il rischio clinico e mettere a dura prova la resistenza del personale stesso. «All’ospedale di Agrigento – spiegano Alfonso Buscemi, Giovanni Farruggia e Fabrizio Danile di Cgil, Cisl e Uil - la neurologia, con gli unici due medici, cerca di assicurare come può una adeguata assistenza, la rianimazione secondo quanto richiesto dai LEA, prevede del rapporto di un infermiere per ogni paziente a differenza di quanto succede oggi, con una media ben oltre quanto previsto dalla norma. Problemi anch ein cardiologia o in medicina dove si registra la presenza di 3 medici su una dotazione organica che ne prevede 10, o la ginecologia e ostetricia con infermieri ridotti al lumicino». Al Barone Lombardo di Canicattì, sono stati i familiari dei pazienti oncologici a costituire un comitato spontaneo firmando una petizione e sottoscritto una lettera, inviata a tutte le autorità preposte, per protestare contro il mancato rinnovo degli incarichi ai due medici in forza al servizio di Oncologia ed al personale infermieristico ed ausiliario della struttura. A farsi portavoce delle proteste dei pazienti oncologici e dei loro familiari è stato il rappresentante del comitato civico «Pro Ospedale Barone Lombardo», che ha definito ciò che accade in Oncologia «una vera e propria vergogna». Un solo anestesista dovrebbe invece arrivare all'ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e non prima del 10 luglio, quando avrà completato il servizio nella struttura ospedaliera in cui opera attualmente. Cosa questa che causerebbe la chiusura delel sale operatorie a partire da lunedì prossimo primo luglio. La situazione attualmente resta critica visto che sono in servizio 16 anestesisti su un organico su un organico di 23. E quello che arriverà andrà, in pratica, a prendere il posto di un collega che sta completando il servizio al Giovanni Paolo II. E, tra l'altro, incombe, ormai, il periodo delle ferie estive e l'attuale carenza d'organico potrebbe costringere il personale medico a rimanere in attività. alcuni reparti continuano e si attende l'arrivo di medici e infermieri. Al San Giacomo d'Altopasso di Licata si fanno i conti con la riduzione dei posti letto da 18 a 16 nel reparto di Ortopedia e con le gravi conseguenze che provocherebbe il declassamento della rianimazione definito polo chirurgico.

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