Agrigento: lavori per il ponte Verdura, fondi a rischio

AGRIGENTO. Tarda ad arrivare il nuovo ponte sul fiume Verdura lungo la Strada statale 115 tra Agrigento e Sciacca, passando per Ribera, che dovrà sostituire lo ”storico” ponte crollato parzialmente nel febbraio dell’anno scorso e riparato con una ”passerella provvisoria”. L’opera dovrebbe essere realizzata dall’Anas con un finanziamento di 12 milioni di euro concesso dal Governo di Enrico Letta. L’iter per la realizzazione, tra richieste di pareri e sopralluoghi vari, ancora non è arrivato nella fase decisiva e questo sta creando una serie di proteste e lamentele a livello di sindaci del ”riberese” (in particolare quelli di Sciacca, Ribera, Caltabelotta, Calamonaci, Lucca, Villafranca e Burgio) che a giorni terranno un ”summit” nel Municipio della ”città delle arance” per chiedere conto dei ritardi che si sono accumulati nella realizzazione di un’opera decisiva per la viabilità di mezza Sicilia, dal momento che la ”passerella provvisoria” realizzata sul precedente ponte non garantisce un’adeguata sicurezza e potrebbero ricrearsi le condizioni di grave disagio venuto dopo il crollo del febbraio 2013. Sulla vicenda è intervenuta anche la parlamentare nazionale del PD, Maria Iacono, già sindaco di Caltalbelotta e, quindi, perfettamente a conoscenza dell’importanza della realizzazione di un nuovo e più sicuro ponte in questa porzione di SS 115, ha presentato in un’interrogazione al Ministro dei traporti e delle Infrastrutture per chiedere chiarimenti in merito allo stato della progettazione del nuovo ponte Verdura. Maria Iacono ha rappresentato al Governo il fatto che il crllo del vecchio ponte Verdura avvenuto il 2 febbraio 2013, che solo per un miracolo divino non ha causato una strage, ha determinato un autentico “tsunami” alla già povera economia di un intero territorio, costituita prevalentemente da imprese agricole e commerciali, ”a dir poco massacrate dall’improvvisa e non preventivabile assenza di alternative viarie di collegamento tra la nostra provincia ed il resto della Sicilia, tagliando un intero comprensorio territoriale fuori dal contesto economico siciliano e dunque nazionale”. Il parlamentare PD lamenta che, nonostante le Istituzioni del territorio si siano immediatamente attivate, sollecitando in ogni sede possibile l’ANAS a trovare soluzioni definitive ed efficaci, ”i ritardi nella progettazione dell’opera sono evidenti e gravissimi” e che le risorse messe in campo dal Governo Letta ”sono seriamente a rischio, compromettendo la realizzazione. Si corre il concreto rischio - ha osservato la parlamentare agrigentina ”che le coperture finanziarie reperite per il rifacimento del ponte si perdano nei meandri della legislazione, o più verosimilmente vengano utilizzati per opere già provviste di progettazione esecutiva e pronte ad essere appaltate”. Maria Iacono ha chiesto dunque, attraverso l’interrogazione parlamentare, di conoscere il reale stato delle cose e quali iniziative il Governo intenda assumere per velocizzare l’iter burocratico necessario per salvare il finanziamento e la realizzazione dell’opera. Impossibile dopo alcuni tentativi telefonici avere sulla vicenda una replica dall’ufficio stampa Anas.

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