Il Comune di Ravanusa assediato dai creditori

Agrigento, Archivio

RAVANUSA. I creditori bussano ancora alle porte del Comune. Il sindaco Carmelo D’Angelo costretto a rincorrere le transazioni per evitare il dissesto finanziario.
Dopo aver risolto il caso “Sillitti” che vedeva il Comune soccombere per un debito di un milione e 900 mila euro (come da sentenza definitiva), ma rientrato con la transazione accettata dalle parti del pagamento di 800 mila euro spalmati in 8 anni, adesso le casse dell’ente sono “minate” da una nuova richiesta di risarcimento, per un debito fuori bilancio di circa 500 mila euro, avanzata da Giuseppe Calafato, per alcuni terreni espropriati in contrada Fiumarella, all’uscita per Campobello, dove sono state realizzate delle case con il sistema dell’edilizia economica e popolare. Oggi il caso del debito di Calafato sarà discusso nella riunione del Consiglio comunale straordinario ed aperto al pubblico, convocato dal presidente Vito Ciotta, con inizio alle 16,30. Ieri Calafato ha diffuso una lettera che è stata recapitata ai 20 consiglieri comunali per spiegare le ragioni della sua richiesta. «Il debito – spiega l’assessore all’Avvocatura, Carmelo Pitrola – con la ditta Calafato nasce da una indennità di esproprio di alcuni terreni che si trovano nella zona di Fiumarella, che sono serviti alla realizzazione di palazzine popolari. Chiariamo sin da subito – aggiunge l’assessore – che il debito è stato contratto dal Comune per conto delle cooperative edilizie che hanno costruito gli immobili, quindi a pagare dovranno essere loro. Il Comune però risponde in pieno perché ha avviato le procedure di esproprio e potrà richiedere alle cooperative la restituzione di quanto versato alla ditta Calafato». Anche il sindaco Carmelo D’Angelo si è occupato e preoccupato di questa vicenda: «Noi abbiamo proposto una soluzione alla ditta Calafato – dice D’Angelo – che non è stata accettata, almeno a quanto ci risulta, dal ricorrente. Siamo pronti a risarcire il creditore con una somma di 200 mila euro e ci impegniamo a versare altri 50 mila euro dagli oneri di urbanizzazione. Siamo pronti a chiudere la vicenda che si protrae ormai da tanti anni, anche perché non vogliamo rischiare di allungare i tempi con i ricorsi al tribunale».

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