Villette abusive a San Leone, il pm: "Tutti a processo"

AGRIGENTO. L’inchiesta che ipotizza una lottizzazione abusiva di otto villette nel viale delle Dune, a San Leone, approda in aula per il processo. La Procura della Repubblica ha disposto per tutti gli indagati la citazione diretta a giudizio: in sostanza, trattandosi di reati puniti con una pena non superiore ai quattro anni, non è previsto il filtro dell’udienza preliminare. L’inchiesta è stata condotta dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal pubblico ministero Luca Sciarretta, che nei mesi scorsi è stato trasferito. Sono stati gli stessi pm, dopo avere fatto notificare a tutti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a mandarli direttamente a processo. La prima udienza è stata fissata per l’11 marzo davanti al giudice monocratico Luisa Turco. L’indagine rappresenta una costola dell’inchiesta “Self Service” che il 29 novembre di tre anni fa ha fatto scattare undici misure cautelari nell’ambito di un giro di tangenti legate al rilascio di licenze edilizie. Quattro dei sette indagati sono stati raggiunti da diverse misure cautelari nell’indagine precedente. Sono l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale Sebastiano Di Francesco; l’architetto Luigi Zicari, 61 anni, che per questa vicenda è stato anche licenziato dal Comune di Agrigento; e gli architetti Pietro Vullo, 44 anni, e Roberto Gallo Allitto, 43 anni. Il primo è il direttore dei lavori che stavano portando alla realizzazione delle villette, il secondo è il progettista. Gli altri tre imputati sono i proprietari di terreno e villette, Domenico De Michele Granet, 46 anni, di Agrigento; e Rosa Maria De Michele Granet, 48 anni, di Agrigento; nonchè Ali Borzoee, 55 anni, iraniano ma residente a Favara, anch’egli direttore dei lavori. Secondo la Procura le opere edilizie in corso di realizzazione che stavano per essere completate erano illegittime “anche in considerazione della mancata ottemperanza all’ordinanza di demolizione emessa dal dirigente del settore Urbanistica del Comune”. Le indagini sono state svolte da Digos e polizia municipale. I sigilli erano stati apposti a un lotto di terreno a San Leone, lungo il viale delle dune, non dotato di opere di urbanizzazione primaria (strade, rete acquedottistica, fognature, illuminazione pubblica, spazi di sosta e parcheggi) e a otto villette “unifamiliari”. Nei prossimi giorni, intanto, sarà discussa in Cassazione anche l’istanza difensiva di restituzione degli immobili e dei terreni a cui erano stati apposti i sigilli. Il gip Alessandra Vella, la scorsa estate, aveva convalidato il sequestro preventivo ritenendolo legittimo perché sussisteva «il pericolo concreto che la lottizzazione abusiva possa essere aggravata». Il provvedimento di urgenza era stato disposto dalla Procura il 19 luglio scorso. L’inchiesta ipotizza i reati di lottizzazione abusiva e abusi edilizi oltre alla violazione di varie norme in materia urbanistica. I sigilli alle villette sono stati confermati pure dal tribunale del riesame. La difesa, infine, si è rivolta alla Suprema Corte e l’udienza si celebrerà il 27 febbraio. Due settimane dopo, invece, inizierà il processo. I difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Giuseppe Scozzari, Angelo Nicotra e Anna Americo) potranno scegliere un rito alternativo come l’abbreviato o il patteggiamento.

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