Racalmuto, «La strada degli scrittori» Un progetto per ridare vita al territorio

AGRIGENTO. Un itinerario geografico e culturale che vuole unire tre territori, quelli di Porto Empedocle, di Agrigento e di Racalmuto, in un’immaginaria linea temporale che possa, in 30 chilometri, esprimere nuove imprenditoralità con trattorie, B&B, artigianato, commercio e tutto quello che può prendere spunto da turismo.


Il progetto, chiamato «la strada degli scrittori» è stato presentato ieri mattina al Castello Chiaramontano di Racalmuto, insieme agli assessori danna del governo crocetta, Mariella Lo Bello, Nelli Scilabra, Linda Vancheri, Michela Stancheris e Mariarita Sgarlata. Con loro, anche Giuseppe Catanzaro, vice presidente regionale di Confindustria, i sindaci di Canicattì Enzo Corbo, di Agrigento, Marco Zambuto e di Porto Empedocle Lillo Firetto, l’assessore alla Cultura del Comune di Grotte Angelo Collura e i Commissari straordinari del Comune di Racalmuto, Galeani, Buda e Salerno, Vittorio Messina presidente della Camera di Commercio, Francesco Forgione, presidente della Fondazione Federico II, Aldo Scimè e Antonio Di Grado della Fondazione Sciascia, imprenditori locali come Lillo Sardo ed Emanuele Farruggia, Salvatore Picone in rappresentanza dell’Ufficio comunicazione della Cmc di Ravenna in Sicilia e Gigi Scibetta, direttore dello stabilimento Italkali di Racalmuto.


I lavori sono stati coordinati dal giornalista Felice avallaro.Quello che si vuole realizzare è un percorso dell’anima puntellato da teatri, fondazioni, circoli, miniere, castelli. Una linea che va dalla Contrada Noce, il buen retiro di Racalmuto dove Sciascia scrisse tutti i suoi libri, alla Scala dei Turchi.


«L’itinerario di questo angolo siciliano - spiegano gli organizzatori - che dalla collina al mare, può conquistare turisti decisi a trasformare una vacanza fra le spiagge della Vigàta del Commissario Montalbano in un’occasione per far vivere i libri dei tre grandi scrittori, per contestualizzare le storie, per assaporare le loro pagine miscelandole con i profumi dei luoghi. Si propone di attivare un meccanismo capace di scuotere e mobilitare in piccoli grandi centri della Sicilia soprattutto alcuni gruppi di giovani da incentivare perché riescano a costruire lungo quei percorsi progetti in grado di offrire loro redditizie occasioni di lavoro. Fuori dalla diffusa logica dei contributi improduttivi, dalla deriva di sostegni e fondi pubblici o, peggio, dalla distorsione sfociata nella platea di precari, cooperative fittizie, lavoratori socialmente utili e così via».

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