Favara, crolla palazzina di tre piani: si scava nella notte tra le macerie

FAVARA. Un boato, uno schianto, una nuvola di polvere. In via Brancati, intorno alle 22 di ieri sera, si è rischiata la tragedia essendo venuto giù un edificio a tre elevazioni con un’ulteriore struttura con lamierato. La fortuna ha voluto che le tre famiglie che lo abitano (con la presenza di cinque bambini) appena due ore prima si erano trasferite in campagna altrimenti il costo, in termini di vite umane, sarebbe stato terribile.
L’immobile si è praticamente spezzato in due parti. È crollato quello che si affaccia su via Brancati facendo angolo con le vie Cavalcanti e Santa Caterina da Siena. L’unica persona in quel momento presente all’interno dell’edificio è riuscito a salvarsi perché si sarebbe trovato nella parte della cucina che è rimasta in piedi. Subito è stato lanciato l’allarme con carabinieri, vigili del fuoco, ambulanze e volontari delle associazioni di protezione civile che si sono precipitati nella zona di via Capitano Callea dove sbocca la via Brancati. Ai soccorritori si è presentata una scena allucinante.
Il pensiero è andato alle persone che si sarebbero potute trovare in casa. È iniziata, allora, una sorta di censimento che dopo circa un’ora ha dato l’esito sperato. Nessuno era in casa. «Un vero miracolo» dirà un parente che è accorso sul posto battendosi il petto. Sull’edificio sembra che fossero in corso lavori di consolidamento, qualcuno ha affermato che sarebbero stati addirittura completati. Sta di fatto che tutte le stanze prospicienti su via Brancati, circa 12, non ci sono più.
Sulle pareti rimaste in piedi si potevano notare dei quadri e uno specchio probabilmente di una delle camere da letto. Scongiurata la presenza di persone, i vigili urbani hanno effettuato dei sondaggi per assicurarsi che nessuno, tra i passanti, fosse rimasto impigliato sotto il groviglio di pietre e lastre di cemento armato. Anche in questo caso l’esito ha dato esito negativo. Sul posto anche operatori dell’Enel per tranciare i cavi elettrici senza lasciare al buio la zona che comunque è stata illuminata a giorno dalle fotoelettriche dei pompieri. Per tutta la notte si è lavorato per mettere in sicurezza la zona densamente abitata.

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