Agrigento, asp: niente sospensione per i dirigenti

AGRIGENTO. Il quadro indiziario è "indubitabile", tuttavia gli interrogatori di tre indagati hanno chiarito alcuni aspetti e non ci sono elementi "così gravi da mantenere le misure cautelari". Il gip Alberto Davico, poche ore dopo avere ascoltato due funzionari dell'Azienda sanitaria provinciale e l'imprenditore agrigentino Corrado Di Salvo, 49 anni, amministratore della Medical Gas Criogenici, decide di revocare tutti i provvedimenti restrittivi. Di Salvo, finito lunedì agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su due presunti appalti truccati nella sanità, è tornato libero. I due funzionari dell'Asp (Antonino Maria Domenico La Valle, 55 anni, responsabile Appalti e forniture, e Vincenzo Ripellino, 34 anni, collaboratore amministrativo) non sono stati sospesi dal servizio e gli imprenditori Giuseppe Mario Peterlini, 50 anni, di Monza e Spartaco Polimadei, 50 anni di Gallarate (il primo amministratore delegato della Sapio Life Srl, il secondo responsabile per l'area Sud Italia e Sicilia della stessa ditta), potranno tornare a svolgere la loro attività. Per tutti l'accusa è di turbata libertà degli incanti. Secondo la Procura (l'inchiesta è coordinata dall'aggiunto Ignazio Fonzo e dal pm Giacomo Forte) avrebbero truccato una gara, per un importo che sfiora i 12 milioni di euro in cinque anni, relativa alla fornitura di ossigeno terapeutico. Il bando sarebbe stato scritto su misura e l'appalto indirizzato alla Sapio, riconducibile allo stesso Di Salvo. L'imprenditore, assistito dall'avvocato Francesco Gibilaro, giovedì si è difeso attaccando per oltre cinque ore. Secondo la sua versione ci sarebbe stato un cartello che avrebbe manovrato la gara a monte per fare in modo che andasse deserta e il servizio continuasse ad essere gestito dalle farmacie. Di Salvo avrebbe raccontato che i responsabili di altre ditte erano fermi davanti all'ufficio protocollo per vedere se c'era qualcuno che avrebbe partecipato. Insomma l'imprenditore, secondo la versione difensiva, non si sarebbe prestato all'accordo di disertare la gara presentando un'offerta autonoma e la sua unica responsabilità sarebbe stata quella di avere rotto il patto. Il gip, comunque, sottolinea che ci sono alcuni contatti "sospetti e inopportuni" fra Di Salvo e il responsabile del procedimento che precedono la presentazione delle offerte. La sua versione, in alcuni aspetti, coinciderebbe con quella di La Valle che rischiava, insieme al collega Ripellino, la sospensione per due mesi. Il funzionario, assistito dall'avvocato Rosa Salvago, durante l'interrogatorio successivo alla richiesta della Procura, avrebbe riferito circostanze simili. "Che non potevano essere concordate, viste le misure cautelari in atto", ha sottolineato il giudice che suggerisce ai pm di "accertare eventuali passaggi anomali indicativi del turbamento a monte della gara".

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