Zambuto vuole «voltare pagina»: e chiede un prestito di sedici milioni

L’istanza presentata alla Cassa depositi e prestiti per ottenere una consistente anticipazione di liquidità
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Poco più di sedici milioni di euro per chiudere i conti con il passato. Per aprire una fase nuova e tornare ad investire in servizi. Servizi di qualità da offrire alla cittadinanza.
Il sindaco Marco Zambuto e il responsabile del servizio finanziario del Comune, Giovanni Mantione, hanno chiesto alla Cassa depositi e prestiti - che agisce in nome e per conto del ministero dell'Economia e delle Finanze - un'anticipazione di liquidità, con scadenza 31 maggio del 2042, di 16.221.617,97 euro. Lo scopo - indicato anche nella richiesta ufficiale - è quello "di pagare i debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre scorso".
"Dal 2007 ad oggi - ha spiegato ieri il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto - il Comune ha pagato 23 milioni di euro ai propri creditori. Adesso, attraverso questa possibilità che ci viene messa a disposizione dallo Stato, un mutuo trentennale, riusciremo a chiudere i conti con il passato. Credo che questi soldi richiesti dovrebbero essere concessi al Comune di Agrigento entro il 15 maggio. In questo modo - sottolinea - potremo andare ad onorare tutti gli impegni presi. E' un risultato storico, dal significato storico perché il Comune, finalmente, potrà chiudere i propri conti con il passato". L'anticipazione di liquidità si farà valere sui fondi statali disponibili annualmente nella cosiddetta "sezione per assicurare la liquidità dei pagamenti dei debiti certi, liquiditi ed esigibili degli enti locali". Certo al Comune di Agrigento, sindaco e responsabile del settore finanziario, sanno anche che "l'importo dell'anticipazione sarà determinato proporzionalmente sulla base del rapporto tra le risorse statali disponibili annualmente sulla sezione e l'importo complessivo delle anticipazioni richieste ed accolto, ovvero sulla base dell'eventuale diverso criterio di riparto individuato dalla conferenza Stato-città ed autonomie locali entro il 10 maggio del 2013, e nei limiti delle predette risorse statali". Come dire, insomma, che sindaco e funzionario hanno messo in conto anche il fatto che dalla Cassa depositi e prestiti non arrivino tutti i soldi richiesti e necessari. Ma l'emergenza "carenza di liquidità" è prioritaria e la strada scelta sembrerebbe essere l'unica per salvare l'ente, consentendogli di onorare tutti gli impegni assunti. L'ente si è infine impegnato a stanziare ogni anno, in bilancio, le somme occorrenti al pagamento delle annualità di ammortamento dell'anticipazione di cassa, nonché a pagare i propri creditori nel rispetto dei criteri di priorità. "Realizzato questo passaggio - conclude il sindaco Zambuto - e pagati tutte le somme ai nostri creditori, i soldi che avremo a disposizione, da quel momento in poi, potranno essere impegnati per assicurare servizi e qualità di servizi ai nostri concittadini, dando, finalmente, loro le risposte che chiedono".

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