Provincia, tornano due assessori: la giunta a quota dieci

D’Orsi ieri ha rinominato Vito Terrana e Salvatore Vella
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. D'Orsi "richiama" altri due assessori nella sua giunta. Ritorna con 10 componenti l'esecutivo della Provincia. Il presidente ha infatti rinominato il campobellese Vito Terrana e Salvatore Vella. Gli unici a restare fuori dal rimpasto sono stati quindi Angelo Biondi e Valentina Palumbo (quest'ultima sarà ricordata come l'assessore più veloce della giunta D'Orsi, perché il suo mandato è durato appena 6 giorni). Il capo dell'amministrazione provinciale ha anche assegnato le deleghe.
«A me - spiega il neo riconfermato assessore Vito Terrana - sono state attribuite le deleghe ai Lavori pubblici che prima dell'azzeramento avevo in carico».
Riconferme anche per Salvatore Vella che ha avuto le deleghe alla Solidarietà sociale. La giunta quindi, adesso, dopo il mini rimpasto, è composta da: Salvatore Scozzari, Vito Terrana, Piero Marchetta e Salvatore Volpe (Mpa), Pietro Asaro, Francesco Schembri, Salvatore Vella ed Alfonso Montana (I lealisti del presidente), Totò Sciumè (Democratici autonomisti di Peppe Arnone) e Fabiola Mazzarella (Fratelli d'Italia). Solo due le new entry: Salvatore Volpe di Licata che ha sostituito Angelo Biondi e Fabiola Mazzarella per il partito di Ignazio La Russa. Ed è su questa nomina che si è aperta una fronda interna al partito di Giorgia Meloni che ad Agrigento è rappresentato dal consigliere comunale Lillo Pisano. A far sentire il dissenso è stato Gero Drago di Canicattì che ha inviato un messaggio di fuoco a Lillo Pisano e Peppe Ciulla per dire che la scelta è stata fatta senza consultare tutti i candidati alle Politiche «facendo una trattativa privata personale usando il simbolo Fratelli d'Italia».
«Direi che prima di usare il simbolo per entrare in giunte guidate da presidenti molto discutibili - scrive Gero Drago - era il caso di parlarne con la base, compresi tutti quelli che si sono spesi nel territorio. Sono schifato, deluso, amareggiato - aggiunge Drago rivolgendosi a Ciulla e Pisano - da tale decisione, spero che ritiriate il simbolo attraverso un comunicato stampa perché mi risulta che l'indirizzo di Fratelli d'Italia è il divieto assoluto di entrare in giunte per un mese, sia regionali che provinciali. Le trattative private portano a disunire. Per quel che mi riguarda è una mancanza di stile e rispetto verso tutti quelli che credono in questo partito». Nessuna replica, al momento da parte di Lillo Pisano e Giuseppe Ciulla. Mentre Fabiola Mazzarella resta in giunta e l'altra sera è stata presentata al Consiglio provinciale come una dei volti più giovani delle giunte targate D'Orsi in questi ultimi 5 anni di legislatura.

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