Canicattì, catturato cane "cavia": c’è l’ombra dei combattimenti clandestini

Questi animali, privati dei denti, servono per abituare i cani da combattimento ad aggredire per uccidere cani antagonisti senza rischiare di restare feriti
Agrigento, Archivio

CANICATTI'. Un “cane cavia” del tipo utilizzato dagli organizzatori di combattimenti clandestini è stato catturato a Canicattì dopo che aveva assalito un animale di piccola taglia ed il suo padrone intervenuto per difenderlo.
Questi animali, privati dei denti, servono per abituare i cani da combattimento ad aggredire per uccidere cani antagonisti senza rischiare di restare feriti. Il ritrovamento del “cane cavia” finirebbe quindi per confermare il sospetto circolante da tempo che in città si verificherebbero dei combattimenti clandestini tra cani con relative scommesse. Toccherà adesso alle forze dell’ordine verificare e trovare riscontri a questo atroce sospetto anche se è vero che in città il numero di cani di grossa taglia è in crescita. Le specie più ricercate sono quelli con grande potenza di presa: Pitbull, Rottweiler, Bullterrier, American bulldog, Mastino e Dogo Argentino. Del problema indirettamente è stata investita anche l’amministrazione comunale che con l’assessore Vincenzo Guarneri da tempo cerca di sensibilizzare i cittadini al rispetto degli animali e ad evitare di abbandonare i cani dopo la stagione estiva quando dalla campagna si ritorna nei comodi appartamenti che non sempre consentono la coabitazione con i «migliori amici dell’uomo».
Il “cane cavia” adesso è stato affidato alle cure dei veterinari e del personale del centro assistenza di contrada Calandra alla periferia di Canicattì. Il primo obiettivo è quello di recuperare il carattere del cane “non aggressivo”. Il passaggio successivo sarà quello di garantirgli una sistemazione definitiva ed accogliente magari presso una famiglia di Canicattì. Sull’altro fronte, in maniera più o meno discreta, le forze dell’ordine dovrebbero avere avviato le loro indagini anche sulla luce del ritrovamento di questo “cane cavia”, delle numerose segnalazioni di aggressioni a pedoni ed anche degli avvelenamenti di cani randagi che pure si sono registrati in città. «Raccomandiamo ai cittadini di collaborare – dice l’assessore Guarneri - per evitare l’abbandono dei cani, l’utilizzo in combattimenti e soprattutto l’avvelenamento dei randagi che possono essere adottati anche fuori Canicattì, come già avvenuto». La risposta sino ad oggi da parte dei cittadini è stata molto timida.

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