Studenti sordomuti, sentenza del Tar: «La Provincia ripristini l’assistenza»

Per mancanza di fondi l’ente quest’anno ha cancellato il servizio. Ed i genitori hanno fatto ricorso
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. «In nome della Repubblica italiana garantite l' assistenza a questi studenti sordi». Il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia ha fatto giustizia: i bambini sordi, a cui la Provincia Regionale di Agrigento ha negato quest'anno il diritto ad avere accanto a sé a scuola un assistente esperto nella lingua dei segni per ben seguire le lezioni, hanno vinto. Il Tar vuole che subito vengano organizzati per questi giovani disabili sensoriali i servizi di assistenza scolastica perché è stato leso "il diritto soggettivo ad una prestazione amministrativa, necessaria per la tutela del diritto fondamentale all'istruzione", si sostiene nell'ordinanza. Questi ragazzi avevano sempre avuto dalla Provincia regionale il diritto avere accanto a sé nelle ore scolastiche un esperto nella lingua dei segni, ma lo scorso settembre hanno saputo che per mancanza di fondi l'amministrazione provinciale aveva deciso di tagliare il servizio a quanti erano stati certificati dall'Asl come sordi medi. Così d'un colpo almeno duecento studenti hanno perso l'assistente e solo i sordi profondi hanno continuato ad avere l'assistente, ma con una decurtazione delle ore rispetto al precedente anno scolastico. «Sei famiglie si sono rivolte al mio studio legale per fare ricorso e adesso il Tar si è pronunciato - spiega l'avvocato Sebastiano Maurizio Timineri - Sono solo sei perché solo a loro la Provincia ha notificato l'esclusione dal servizio. Tanti altri non hanno potuto fare ricorso perché non hanno ricevuto la notifica, nonostante l'abbiamo insistentemente richiesta». Per Caterina Santamaria, presidente dell'associazione Nuoveali e che è anche una delle mamme che non è riuscita sino ad avere l'atto di notifica, anche questa decisione da parte dell'amministrazione di non inviare la notifica della sospensione del servizio ha dell'incredibile. «Credono forse così di poterci fermare? Non ci fermeremo dinanzi a niente per garantire ai nostri figli i loro diritti. Nella mia famiglia stiamo pagando di tasca nostra l'assistente che ogni giorno va a scuola e segue mia figlia nelle attività scolastiche. Il Comune di Porto Empedocle e la Provincia regionale non vogliono darci nessun contributo per affrontare queste spese. Ma adesso che il Tar ci ha dato ragione sappiamo che la sentenza ha anche stabilito che la Provincia potrà essere costretta a pagare anche i danni. Ci faremo dare l'atto di notifica della sospensione del servizio e tutti quanti faremo ricorso». Le famiglie che hanno vinto chiederanno un anche un risarcimento per i danni sinora subiti. Il Tar ha stabilito che in materia di assistenza scolastica alla disabilità grave (in tutte le sue forme) "la discrezionalità dell'amministrazione nella gestione delle risorse pubbliche trova un limite nella protezione necessaria di tale diritto fondamentale, che non può essere qualificato come diritto finanziariamente condizionato". Insomma la Provincia i soldi deve trovarli quando si tratta di garantire un diritto così fondamentale per la persona umana.

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