Palma, blitz al Comune: appalti nel "mirino", otto indagati

Sequestrati pc, fra cui quello del sindaco, Rosario Bonfanti. Incartamenti e faldoni anche in studi privati
Agrigento, Archivio

PALMA DI MONTECHIARO. Alcuni appalti di Lavori Pubblici del Comune di Palma di Montechiaro finiscono sotto la lente di ingrandimento dei magistrati della procura della Repubblica di Agrigento. Alle 11 di ieri i carabinieri del nucleo operativo di Licata, con in testa il capitano Massimo Amato ed il luogotenente Salvatore Manuello, si sono presentati al primo piano di Palazzo degli Scolopi ed hanno notificato al sindaco Rosario Bonfanti, ed al dirigente dell’Ufficio Tecnico Salvatore Di Vincenzo, un ordine di sequestro firmato dal sostituto Luca Sciarretta e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.

Il provvedimento prevedeva, appunto, il sequestro di incartamenti relativi a diverse opere pubbliche. Tra queste ci sarebbero, secondo indiscrezioni, il Contratto di Quartiere (lavori che prevedono il rifacimento del look di rioni della città in cui mancano ancora alcune opere di urbanizzazione) e quelli del mercato ortofrutticolo che si trova in contrada Orti, nei pressi della statale 115. Al Comune i dieci carabinieri impegnati nell’operazione sono rimasti per oltre cinque ore ed alla fine hanno portato via una cinquantina di faldoni con la documentazione che la procura ha sequestrato per eseguire degli accertamenti.

Ma i militari, seguendo il provvedimento dei magistrati, hanno sequestrato anche il computer che si trova sulla scrivania dell’ufficio del sindaco Rosario Bonfanti, oltre ad un hard disk e a dei cd. D’altro canto il provvedimento di sequestro è stato notificato proprio al primo cittadino di Palma di Montechiaro, oltre che al capo dell’Ufficio Tecnico. Sono stati poi sequestrati anche alcuni altri computer, e pendrive, presenti in diversi uffici al primo piano di Palazzo degli Scolopi, sede del municipio. Sequestri sarebbero stati eseguiti anche all’Urbanistica.

Una tranche dell’inchiesta avviata dalla magistratura agrigentina riguarderebbe anche il rilascio di alcune concessioni edilizie e perciò, ieri, sono stati portati via anche gli atti relativi a queste ultime pratiche. Ma il sequestro non ha riguardato soltanto gli uffici del Comune. Una volta lasciato Palazzo degli Scolopi un gruppo di militari ha raggiunto il Villaggio Mosè di Agrigento, dove degli incartamenti sono stati sequestrati nello studio di un professionista del luogo, un altro il centro di Palma di Montechiaro dove ha sede lo studio di due progettisti. Anche in questo caso sono stati eseguiti dei sequestri. La procura della Repubblica di Agrigento avrebbe iscritto nel registro degli indagati, tra pubblici ufficiali del Comune e privati, otto persone. Le ipotesi di reato avanzate sono: associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Ieri non è stato possibile rintracciare il sindaco Bonfanti per avere un commento sul blitz.

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