Procura, un’altra inchiesta sul Comune: sotto i riflettori soldi per Sagra e Teatro

La nuova inchiesta riguarda spese per l’attività giornalistica, pubblicità e l’attività promozionale realizzata dalla Fondazione
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Giornalisti, fotografi, professionisti e agenti pubblicitari a libro paga della fondazione Pirandello. Il sindaco Marco Zambuto finisce sotto inchiesta per abuso di ufficio e falso. Secondo il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Andrea Maggioni e Matteo Delpini, Zambuto avrebbe abusato della sua carica di presidente della fondazione che gestiva il teatro affidando incarichi in maniera diretta senza fare ricorso alla trattativa privata, né avere verificato «la congruità delle offerte». In questo modo, sostengono i pm che lo hanno convocato per domani pomeriggio alle 15, avrebbe provocato un ingiusto arricchimento patrimoniale a diversi professionisti. L'inchiesta fu avviata dopo le dimissioni del consigliere di amministrazione Giovanni Di Maida che andò via sbattendo la porta e accusando Zambuto di avere creato «uno stipendificio a vantaggio dei soliti». La lista della spesa che i pm contestano a Zambuto si apre con l'incarico di addetto stampa della "Sagra" e del "festival del folclore" che è stato conferito al giornalista pubblicista Antonello Pace per un importo di 2.000 euro. Stessa cifra era stata stanziata per Mario Pardo, noto operatore culturale della città al quale è stato affidato «il coordinamento generale di tutte le manifestazioni». Altri 2.000 euro sono stati stanziati a beneficio di Gerlando Di Falco "per la regia degli spettacoli del festival del folclore". E poi ancora 2.000 euro a Calogero Inguanta per l'organizzazione delle sfilate. Mille euro sono stati stanziati al fotografo Sandro Catanese per «le collaborazioni generali». Cifra più modesta, 200 euro, a Nola Mondini «per le traduzioni»; 1.500 euro a Melina Cavallaro «per la promozione sui mass media»; 1.000 euro all'emittente Tv Europa per «la campagna pubblicitaria»; 2.000 euro sono stati stanziati per lo speciale "Nuove Opinioni"; 1.000 euro per un'altra campagna pubblicitaria affidata a Lattemiele-Digimedia. Questi incarichi sono contenuti in un unico capo di imputazione. Un'ulteriore contestazione di abuso di ufficio è relativa all'affidamento all'agente della Publikompas Paolo Oliveri "senza acquisizione di preventivi di spesa da parte di più operatori economici e senza alcuna verifica circa la congruità delle offerte». L'importo dei due incarichi, al prezzo di 3.000 euro ciascuno, consisteva nella stesura di "una intera pagina del quotidiano La Sicilia concernente l'attività della Fondazione Teatro Pirandello e un altro dal titolo "Una città cantiere proiettata nel futuro". Con questa campagna pubblicitaria, sostiene la Procura, Zambuto avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale "a Oliveri e a Publikompass". Ma non solo. Lui stesso infatti avrebbe ottenuto un profitto, una sorta di autocelebrazione ("panegirico", si legge negli atti) «in periodo di campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni amministrative comunali». L'agenzia pubblicitaria replica: «Ci è stato chiesto di fare un'offerta - ha detto il dirigente della Publikompass di Catania, Franco Bianca - e l'abbiamo presentata. Cos'altro dovevamo fare?». Infine un'ulteriore accusa di abuso di ufficio scaturisce dal conferimento di un incarico al giornalista Domenico Vecchio al quale sarebbe stata affidata, per un importo di 5.000 euro, la mansione di «attivare un dominio web». «Sono sereno - ha detto il giornalista, penso di aver chiarito tutto durante l’interrogatorio reso alla Finanza. Peraltro finora non no ricevuto compensi». 

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