Rifiuti, niente raccolta da due giorni: Gesa chiede l’intervento del prefetto

Questa mattina nuova assemblea dei sindaci per trovare una soluzione che scongiuri un’altra emergenza
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Secondo giorno di raccolta ferma nei 19 Comuni dell’Ato Ag2. Oggi infatti, continua lo stop delle attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani deciso lunedì pomeriggio dopo che non è arrivata alcuna proroga per l’utilizzo della discarica di contrada Timpazzo a Gela dopo la chiusura dell’impianto di Siculiana dove il gestore, l’impresa Catanzaro, è impegnato nella rivendicazione delle somme per i servizi già resi.
L’impresa che gestisce la discarica agrigentina infatti, ha chiesto ai sindaci un preciso piano di rientro dai debiti accumulati attraverso una ripartizione comune per comune da sottoscrivere tra le parti. Solo a queste condizioni l’impianto riaprirà i cancelli agli autocompattatori di Gesa. Dal canto loro, sempre nella riunione di lunedì scorso, i sindaci hanno dato mandato al commissario liquidatore di Gesa Teresa Restivo, di chiedere al prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino, la convocazione urgente di un tavolo tecnico con gli amministratori comunali, la Catanzaro e le imprese. La richiesta è stata ufficialmente notificata in Prefettura e adesso si aspetta che qualcosa si muova prima che si ripiombi in una nuova, ennesima emergenza sia occupazionale che igienico sanitaria come già accaduto due volte negli ultimi cinque mesi. Stamattina alle 10.30, è inoltre in programma una nuova assemblea dei sindaci soci negli uffici della Gesa mentre la società d’ambito aspetta una risposta alla richiesta di convocazione urgente lanciata anche al nuovo assessore regionale all’industria Nicolò Marino.
Forte preoccupazione è stata espressa anche dal Raggruppamento di imprese con gestiscono il servizio. «Siamo fortemente consapevoli delle difficoltà finanziarie in cui versano i Comuni - spiega l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi - e conseguentemente della Gesa, tuttavia la situazione finanziaria delle singole imprese del RTI è ancora più preoccupante a causa della cronica mancanza di liquidità, nonché della indisponibilità dei propri fornitori a proseguire le forniture necessarie per continuare, sotto qualsiasi forma, l’esecuzione dei servizi in argomento. Appare evidente che se a brevissimo tempo Gesa ed i Comuni Soci non provvederanno a mantenere gli impegni assunti e verbalizzati in occasione delle riunioni tenutesi il 15 novembre e il 3 dicembre non sarà assolutamente possibile garantire la prosecuzione dei servizi oltre il 10 gennaio».

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