Centro storico con le botteghe per creare nuovi posti di lavoro

Il progetto è contenuto in una mozione presentata dal consigliere comunale Cinzia Puleri: "Riscoprire e valorizzare tradizioni e risorse culturali del territorio agrigentino"
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Un progetto che rivitalizzi il centro storico agrigentino, attraverso l’apertura di botteghe artigianali per riscoprire gli antichi mestieri ed offrire posti di lavoro. La proposta è del consigliere comunale Cinzia Puleri che ha già presentato una mozione da dibattere in consiglio comunale proprio sulla rivalutazione del centro storico.

«Il progetto - spiega Cinzia Puleri - nasce puntando i riflettori sul piano della valorizzazione del centro storico, e nasce con l’intento di riscoprire e valorizzare tradizioni e risorse culturali del territorio agrigentino. Risorse economico-culturali sulle quali investire, riscoprendo una serie di antichi mestieri per arrivare all’obiettivo finale di rimetterli nel circuito lavorativo trasformandoli in futuri lavori, dando nel contempo nuova linfa alle caratteristiche vie, con la nascita di una serie di botteghe tipiche, per la produzione,o comunque la vendita di prodotti rigorosamente artigianali e/o eno-agro-alimentari».

Il progetto lancia la proposta di realizzare botteghe di souvenir agroalimentari, come esistono in tutte le altre città turistiche, con confezione di dolcetti in scatole dipinte con scene epiche dell’opera dei pupi, o le bottiglie di olio a forma di colonna di tempio, oppure in contenitori a forma di quartara, barattolo di olive in ceramica, o di vetro lavorato. E ancora, l’apertura di enoteche con vendita e degustazione di vini del territorio, laboratori gastronomici dei sapori di Sicilia o la fabbricazione e vendita di carretti siciliani. «Il tutto - conclude - passando attraverso la fabbricazione di strumenti musicali tipici del nostro folklore, la produzione di ceramica, grès, terrecotte, maiolica e porcellana artistica o tradizionale, e creazioni artistiche e letterarie, lavori di pittura di quadri, scene teatrali e cinematografiche, sfruttando al meglio la cultura di Pirandello».

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