Licata, a fuoco i cassonetti di una chiesa: da domani verrà riaperta la discarica

I contenitori erano in un’area recintata della parrocchia di via La Marmora, ed usati per la differenziata
Agrigento, Archivio

LICATA. Nuova intimidazione nei confronti della Dedalo Ambiente, ma stavolta i piromani hanno alzato il tiro, nel senso che pur di bruciare i contenitori dei rifiuti di proprietà dell’Ato non hanno esitato a scavalcare la recinzione della chiesa Beata Maria Vergine di Monserrato, nel quartiere Oltreponte, per incendiare i cassoni che un’associazione di volontariato teneva nel sito per effettuare la raccolta differenziata. Ad annunciare l’accaduto è stato, ieri pomeriggio, Rosario Miceli, commissario liquidatore della Dedalo Ambiente. “Questo episodio – sono le parole di Miceli – è gravissimo, perché si colpisce un’associazione che volontariamente eseguiva, con la nostra collaborazione, la raccolta differenziata, e perché il rogo è stato appiccato in un’area della Chiesa. Continuano ad intimidirci, ma noi non molliamo. Già domani (oggi ndr) sistemeremo nuovi cassoni per la differenziata nella chiesa di via La Marmora e se li bruceranno ancora ne metteremo degli altri, ed eventualmente altri anche successivamente”. Da alcune settimane l’associazione di volontariato Rangers ha avviato la raccolta differenziata dei rifiuti nell’area esterna, recintata, della chiesa Beata Maria Vergine di Monserrato, nel quartiere Oltreponte. La Dedalo ha messo a disposizione dei contenitori che provvede a svuotare periodicamente. “Evidentemente – aggiunge Rosario Miceli - l’iniziativa non è andata giù a qualcuno. Quanto accaduto ha i crismi dell’attentato mafioso nei nostri confronti. Ai piromani non bastava incendiare i cassoni dei rifiuti sistemati per strada, ora si accaniscono anche contro i volontari che hanno deciso di collaborare con noi per tenere più pulita la città”. Intanto da domani i rifiuti raccolti in sei dei sette Comuni della Dedalo Ambiente saranno conferiti nuovamente a Siculiana e ciò comporterà per l’Ato un notevole risparmio dei costi. Licata, invece, ha chiesto alla Regione l’autorizzazione per continuare a conferire, in vista del passaggio all’Ato Cl2, nel sito di Gela.

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