Semina di grano a Naro nei terreni tolti alla mafia

I soci della cooperativa "Rosario Livatino. Libera terra" investono nella cerealicoltura per far fruttare gli appezzamenti loro affidati e confiscati i boss

NARO. I soci della cooperativa «Rosario Livatino. Libera terra» di Naro (Ag) investono nella cerealicoltura per far fruttare i terreni loro affidati e confiscati alla mafia. Nei giorni scorsi è stata completata la semina dei 60 ettari delle contrade Robadao e Gibbesi con grano duro a certificazione biologica messo a disposizione dall'associazione «Libera». Tra qualche settimana invece altri 50 ettari in contrada Virgilio, sempre al confine tra Naro e Campobello di Licata, saranno seminati a ceci.    


Le iniziali difficoltà della cooperativa «Rosario Livatino. Libera Terra» riconducibili alla mancanza di liquidità sono state superate grazie al contributo arrivato da istituzioni bancarie come la Bnl, le Istituzioni ed associazioni come «Il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo» e Libera. Le colture cerealicole però necessitano di vigilanza soprattutto nel periodo tardo primaverile ed estivo per evitare, come accaduto nel palermitano ed in altre zone della Sicilia, danneggiamenti di stampo mafioso. In questi giorni è stato rivolto un invito al presidente della Regione, Rosario Crocetta, a svolgere una riunione della giunta regionale nei locali di contrada Robadao Naro, per rappresentare la vicinanza del governo siciliano e promuovere il riscatto dalle mafie.

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