Rifiuti: non c’è accordo per la discarica Raccolta ferma a Licata e Campobello

Cinque Comuni dell’Ato si sono impegnati a pagare direttamente la ditta Catanzaro, per loro cancelli aperti
Agrigento, Archivio

LICATA. In cinque dei sette Comuni dell’Ato Ag3 la raccolta dei rifiuti oggi sarà in forse (anche se pare probabile che alla fine gli autocompattatori lavorino regolarmente), ma in altri due è certo che la spazzatura rimarrà per strada. Questi due ultimi centri sono Licata e Campobello di Licata.

Il sindaco del primo Comune, Angelo Graci, ieri non ha partecipato all’assemblea straordinaria dei soci della Dedalo Ambiente convocata d’urgenza, appena 24 ore prima, dal commissario liquidatore Rosario Miceli. Quello di Campobello di Licata, Giovanni Picone, invece al confronto c’era, ma ha detto no al protocollo con il quale i sindaci degli altri cinque centri si sono impegnati a liquidare direttamente alla ditta Catanzaro di Agrigento, sia pure un po’ alla volta, ciò che devono per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Siculiana. La questione è nota.

La Dedalo Ambiente ha un debito con Catanzaro, per i rifiuti conferiti, pari ad 1.800.000 euro. La ditta di Agrigento aveva dato un primo ultimatum per il pagamento, annunciando che se entro il 20 di novembre non avesse ricevuto garanzie circa il credito vantato avrebbe chiuso i cancelli della discarica agli autocompattatori provenienti da Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello, Naro e Camastra. Poi la società ha concesso alla Dedalo altre 48 ore, annunciando che in assenza di impegni precisi non avrebbe aperto il sito di Siculiana a partire dal 23 novembre (oggi ndr).

Nel corso dell’assemblea dei soci di ieri, secondo quanto annunciato a lavori conclusi da Miceli, i sindaci di Canicattì, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Naro e Camastra hanno firmato l’impegno a pagare direttamente a Catanzaro le rispettive quote, ma dilazionate nel tempo. Licata e Campobello di Licata non hanno firmato. I cancelli della discarica, perciò, oggi rimarranno chiusi per questi due Comuni.

“Quasi certamente in cinque Comuni su sette – è il commento di Miceli – non ci sarà alcuna emergenza sanitaria. Grazie all’impegno preso dai sindaci di quei centri, infatti, Catanzaro non chiuderà la discarica. Situazione ben diversa, invece, per ciò che concerne Licata e Campobello di Licata. Questi due enti non hanno firmato il protocollo e, di conseguenza, la società agrigentina ci ha riferito che loro non saranno ammessi al conferimento. Ho già scritto una lettera ai responsabili dell’Ato Cl2 chiedendo l’autorizzazione a scaricare, per Licata e Campobello di Licata, nel sito di Gela. Mi auguro che l’istanza sia accolta. Ho invitato anche i sindaci dei due Comuni a sollecitare direttamente gli amministratori di quell’ambito territoriale. Solo se otterremo il via libera da Gela potremo raccogliere i rifiuti a Licata e Campobello. In caso contrario saremo costretti a lasciarli nei cassoni”.

Solo stamani, dunque, si potrà fare il punto sulla situazione. Ciò che sembra evidente è che una nuova, grave, crisi dei rifiuti è ormai all’ordine del giorno.

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