Ribera, Pace cerca di ricompattare la giunta

Le elezioni regionali da poco chiuse hanno fatto registrare un discreto cambiamento negli equilibri tra i partiti presenti in sala «Frenna»
Agrigento, Archivio

RIBERA. E’ stato superato con l’approvazione da parte di quindici consiglieri su venti in carica lo scoglio dell’approvazione dell’aliquota Imu, ma altri ne dovranno essere presto ”saltati” dal sindaco Carmelo Pace se vuole assicurare una tranquilla navigazione alla navicella amministrativa messa sù nella primavera del 2010.
Gli ”ostacoli” da superare sono quelli relativi alla composizione della giunta che ancora, ad una ventina di giorni dalle clamorose dimissioni presentate ufficialmente dall’ex assessore ai servizi sociali Antonio Sgrò (Api), è incompleta, essendo formata da tre soli componenti: il vice sindaco Davide Caico (in quota ex Mpa, che ha cambiato denominazione aggiungendo la dicitura ”Pds”) e gli assessori Carmela Vaccaro (pure in quota ex Mpa) e Baldassare Tramuta, che nel corso della seduta consiliare per l’approvazione dell’Imu ha per un momento fatto intendere che vuole dimettersi dalla giunta Pace, alla luce della collocazione che ha assunto all’interno del suo partito, il Popolo delle Libertà. A tal proposito Tramuta, che è assessore ai lavori pubblici, ha chiarito di non aver ”lasciato” il partito di Angelino Alfano e Giuseppe Marinello, ma di essersi soltanto ”autosospeso” in attesa di avere un chiarimento, evidentemente con i responsabili del partito in provincia, soprattutto con l’onorevole Giuseppe Marinello, che ieri abbiamo cercato di contattare in merito, ma che, impegnato in lavori di Commssione in Parlamento, non ha potuto esprimere una sua valutazione in merito a quanto avvenuto nella ”città delle arance”.
Un fatto, comunque, appare ormai scontato all’interno del Pdl, e il sindaco Pace dovrà a proposito assumere le sue decisioni, alla luce dell’intervento fatto in consiglio comunale dal consigliere Pdl Nino Firetto, che ha stigmatizzato il comportamento assunto dall’assessore Tramuta nell’annunciare in consiglio la sua volontà di autosospensione dal partito, senza discuterne all’interno (”i panni sporchi si lavano in casa”, in pratica): appare chiaro che un ”cambio della guardia” ormai è dato per scontato.
Altro nodo da sciogliere, alla luce dei nuovi equilibri che si sono venuti a creare dopo le elezioni (”Grande sud” ad esempio si ritrova con tre cionsiglieri e il Pid scalpita per avere un posto al sole nella giunta Pace) è quello della nomina del nuovo assessore in quota Api, al posto di Sgrò, sempre che alla luce delle posizioni assunte negli ultimi tempi dai ”rutelliani”, che non hanno condiviso alcune scelte dell’Amministrazione comunale e per la vicenda Imu hanno votato contro la proposta dell’Amministraziione attiva, il sindaco e gli alleati non pensino di ritirare la presenza in giunta. I giochi sono alquanto aperti e tutto può accadere anche alla luce della richiesta avanzata dal neo consigliere di ”Grande sud” Antonino Armenio, che ha richiesto l’”azzeramento” dell’intera giunta dopo due anni circa di amministrazione Pace.

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