Ato 2, va a vuoto l’incontro con i dipendenti: sciopero confermato

Mancano soldi per pagare gli arretrati alle imprese
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. I soldi che non ci sono. Non per tutti, almeno. I debiti che l'Ato Gesa Ag2 ha con le imprese che si occupano della raccolta dei rifiuti - e queste con gli operatori ecologici - e con la ditta Catanzaro che gestisce la discarica di Siculiana. Perché per garantire un regolare servizio - senza scioperi, barricate, interruzioni - servono 3 milioni di euro al mese. I Comuni, non tutti, che non versano il dovuto. E non lo fanno perché molti contribuenti non pagano le bollette. Mentre in altri Comuni, soltanto alcuni, si parla ancora di bilanci da approvare. La Regione che ancora non versa la mensilità di 1.800.000 euro. Il sistema raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani come una polveriera. Ciclicamente pronto a far saltare tutto in aria. E l'emergenza igienico sanitaria, ancora una volta, è dietro l'angolo. Il copione è, praticamente, sempre lo stesso.
La doppia riunione di ieri mattina, all'Ato Gesa Ag2, non è servita a molto. Non è servita a scongiurare il minacciato sciopero, proclamato dai sindacati confederali per il 2 e 3 novembre, e non è servita ad evitare che la discarica subcomprensoriale di contrada Matarana, a Siculiana, chiuda. «Con le ditte - ha spiegato, dopo il doppio vertice, il commissario liquidatore dell'Ato Gesa Ag2, Teresa Restivo - abbiamo stabilito un accordo di massima per poter contabilizzare i pagamenti già effettuati». I dipendenti hanno ricevuto un acconto di 3500/4000 euro direttamente dalla società d'ambito e di 600 euro dalle imprese dell'Ati, per le retribuzioni di maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, quattordicesima mensilità, conguaglio Irpef ed indennità economiche. Ma sono solo acconti. Le ditte sono indietro con il recupero di quello che avanzano e non riescono a garantire il pagamento dei lavoratori. «Stamani (ieri ndr.) - spiega Restivo - mi hanno confermato lo sciopero. Farò una lettera, una dura lettera, a tutti i sindaci. Ci vogliono i soldi. I Comuni non pagano, molti non lo fanno perché sono i contribuenti a non pagare le bollette. In altri si parla ancora di bilanci da approvare. Ci vogliono i soldi». Nessuna riconciliazione, ieri mattina, neanche per far sì che rimanga aperta la discarica di Siculiana. «Ho cercato di farla rimanere aperta, offrendo delle garanzie di pagamento - ha aggiunto il commissario liquidatore - ma non so se ci sono riuscita. Quel poco che abbiamo in cassa sto cercando di distribuirlo con equità, ma non basta. Il risultato? Che il doppio incontro di stamani (ieri ndr.) - ha concluso Teresa Restivo - non ha prodotto risultati certi».

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