Santa Margherita, chiuso il cimitero

L’ingegnere capo, Aurelio Lo Voy: "Ci sono già le prime tumulazioni che negli ultimi giorni non è stato possibile autorizzare"
Agrigento, Archivio

SANTA MARGHERITA BELICE. Sono 500 le tombe danneggiate al cimitero dagli eccezionali eventi atmosferici di lunedì notte. Venti che hanno sradicato centinaia di alberi e provocato un danno di oltre un milione e 100 mila euro.
È stato quantificato dall’ufficio tecnico del comune belicino, che parla di situazione preoccupante, se si pensa che l’evento atmosferico violentissimo, con lo sradicamento di centinaia di alberi secolari, ha distrutto anche buona parte degli elementi lapidei ed ornamentali del vecchio cimitero monumentale, creando un pericolo per la pubblica incolumità.

«La situazione è talmente grave - dice l’ingegnere capo Aurelio Lovoy - che ci ha costretto ad interdire l’accesso ai cittadini con una ordinanza che non può che essere considerata una soluzione temporanea, in attesa che si provveda alla rimozione delle cause. Facciamo presente che si stanno già presentando i primi casi nei quali non è possibile dare tumulazione alle salme, a causa della impraticabilità dell’area storica monumentale del cimitero, con le conseguenze immaginabili». Una situazione questa, a pochi giorni dal primo novembre, che difficilmente potrà consentire la visita alle tombe site nella parte sud dell’area cimiteriale.

Da lunedì prossimo interverrà una squadra della forestale che aiuterà nelle operazioni di rimozione degli alberi. «Auspichiamo che le Istituzioni regionali rispondano al nostro appello, per far fronte ai considerevoli danni, che con il nostro bilancio comunale non possiamo certamente pagare», dice il Sindaco Franco Valenti.

Dall’inizio della prossima settimana, sarà accessibile la parte nuova del cimitero, dove grazie alla mancanza di alberi si sono registrati pochi danni. Altri danni hanno interessato, intanto, la storica villa del Gattopardo. Qui il ciclone ha divorato letteralmente decine di alberi secolari, con danni quantificati in 108 mila euro, mentre per il ripristino degli edifici comunali sono necessari 36 mila euro.

Da parte dei privati, intanto, sono arrivate a 4 giorni dall’evento, 140 segnalazioni corredate da fotografie, per risarcimento danni. La furia del vento ha spaccato tetti, recinzioni, danneggiato auto ed impianti. Santa Margherita si trova a fronteggiare una situazione particolarmente difficile e non può farlo certo con le proprie risorse. Per fortuna negli altri comuni dell’area belicina non si registrano danni così ingenti a causa del nubifragio di lunedì scorso. Un’altra area colpita è stata invece quella al confine tra Sciacca e Ribera e in particolare la località Torre Macauda dove si registrano danni alle strutture alberghiere.

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