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Crisi idrica nell'Agrigentino, protestano i sindaci per l'esclusione dal confronto Aica-Regione

Il presidente Schifani e l'ad Aica Danila Nobile
Il presidente Schifani e l'ad Aica Danila Nobile

Non è piaciuto ai 37 sindaci della provincia di Agrigento soci di Aica, la società pubblica che gestisce le risorse idriche, che il presidente della Regione li abbia esclusi dal confronto che lo stesso governatore aveva accordato nei giorni scorsi alla presidente del Cda Danila Nobile.

Confronto al quale, insieme a Nobile, si erano presentati, in rappresentanza dei Comuni, anche i sindaci di San Biagio Platani Di Bennardo e di Montallegro Cirillo, rispettivamente a capo di Aica e di Ati. Tuttavia, poco dopo avere preso posto al tavolo della riunione, sono stati entrambi allontanati su preciso ordine del governatore.

«Questa esclusione - scrivono i primi cittadini in una nota - non è soltanto un gesto formale, ma un segnale politico e istituzionale che rischia di minare il rapporto di fiducia e di collaborazione tra i Comuni e la Regione siciliana, e proprio nel momento in cui sarebbe indispensabile costruire un dialogo più costruttivo».

«Da tempo - aggiungono i sindaci - avevamo chiesto di essere ricevuti dal presidente per affrontare in maniera diretta e concreta la grave situazione, con particolare riferimento ai rapporti tra Aica e Siciliacque Spa, nodo centrale nella gestione del servizio idrico e nell’attuazione del principio dell’acqua pubblica».

I sindaci chiedono dunque a Schifani un confronto diretto. Tra i firmatari della nota di protesta c’è anche Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago ma anche deputata regionale di Forza Italia.

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