Agrigento, le immagini del viadotto Morandi visto dall'alto: a settembre si deciderà il suo futuro

Una lingua d’asfalto deserta che collega Agrigento e Porto Empedocle, alcuni tratti del manto stradale rifatti. Si presenta così dall’alto il viadotto Morandi ad Agrigento, chiuso definitivamente dal 2017.

Per la prima volta, per circa 4 mesi, nel 2015 il viadotto venne chiuso per lavori di messa in sicurezza. Poi venne riaperto, solo per i mezzi leggeri, nel luglio dello stesso anno. Dal 2017 il traffico è stato nuovamente interdetto. Le immagini dall’alto, riprese a circa 400 metri d’altezza, danno contezza della maestosità dell’opera che poggia su piloni dove, in alcuni di loro, è visibile il ferro arrugginito.

Il nome lo si deve al progettista, l’ingegnere Riccardo Morandi, lo stesso che progettò il ponte crollato a Genova. Costruito tra gli anni 60 e 70, stessa epoca dell’infrastruttura genovese inaugurata nel settembre 1967, il viadotto Morandi agrigentino (oggi ufficialmente diviso in viadotto Akragas I ed Akragas II) consente di collegare il centro storico con Villaseta, quartiere in gran parte sorto dopo la frana che il 19 luglio 1966 ha cancellato circa un terzo del centro abitato della città dei templi.

L’Anas ha già bandito una gara d’appalto di 30 milioni di euro per lavori di manutenzione, ma il 7 settembre prossimo, in Comune ad Agrigento, si discuterà sul destino del viadotto Morandi di Agrigento. Sul tavolo ci saranno le due ipotesi di demolirlo o effettuare la manutenzione.

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