L'appello di Mareamico al Governo: riutilizzare le imbarcazioni degli sbarchi fantasma

Riutilizzare le imbarcazioni utilizzate per gli sbarchi cosiddetti fantasma. E’ questa la proposta della delegazione di Agrigento dell’associazione Mareamico che vengono abbandonate e lasciate nelle spiagge siciliane.

L'associazione ambientalista ha proposto al Governo italiano di modificare una circolare, per permettere il riutilizzo delle imbarcazioni esito degli sbarchi fantasma.

“Tale modifica azzererebbe i costi della distruzione delle barche utilizzate dai migranti per attraversare il mediterraneo, eviterebbe l'inquinamento ambientale e paesaggistico delle spiagge del sud della Sicilia e della Sardegna per la presenza di questi relitti e permetterebbe l'attivazione di un grosso numero di occupati nel settore turistico e ambientale. Ed infine, di riflesso, produrrebbe un consistente sviluppo dell'indotto artigianale, collegato al recupero di queste imbarcazioni. Giova ricordare che questa modifica sarebbe a costo zero per lo Stato, anzi a saldo positivo”.

Le barche abbandonate nell’Agrigentino si trovano a Zingarello, Punta Bianca, Torre Salsa, Giallonardo e Siculiana.

“Sulle spiagge della provincia di Agrigento giacciono tantissime barche provenienti dalla Tunisia, che la scorsa estate hanno trasportato migranti in Italia aveva denunciato già a maggio Claudio Lombardo di Mareamico -. Questo, che può essere definito un effetto collaterale degli sbarchi fantasma, inquina le nostre spiagge dal punto di vista ambientale, paesaggistico ed anche sanitario. Mareamico ha chiesto all'ufficio competente delle dogane di eliminare questi relitti prima dell'inizio dell'estate, perché tutto questo deturpa l’immagine e danneggia il turismo della nostra isola. E poi, siccome siamo convinti che gli sbarchi fantasma continueranno, sarebbe necessario trovare il sistema per affidare queste barche alle cooperative di pescatori o alle associazioni no profit. Questa possibilità farebbe risparmiare tantissimi soldi allo Stato ed eliminerebbe queste brutte situazioni”.

© Riproduzione riservata

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