OPERAZIONE MONTAGNA

Mafia ad Agrigento, dopo il blitz pioggia di scarcerazioni

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PALERMO. Pioggia di scarcerazioni per gli indagati arrestati nell’operazione “Montagna” che aveva portato in carcere 59 persone tra presunti, boss, affiliati e gregari di Cosa nostra agrigentina. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha però escluso alcune accuse contestate a molti degli indagati: una trentina sono ritornati liberi.

Tra questi c’è anche Antonino Vizzì, ritenuto dagli inquirenti il reggente della famiglia mafiosa di Raffadali. Secondo il riesame, a cui si sono rivolti i difensori, gli avvocati Giovanni Castronovo e Salvatore Salvago, non ci sono sufficienti indizi di colpevolezza a suo carico.

Libero anche Giuseppe Vella, imprenditore favarese inserito nel settore del movimento terra, detto “Peppi a scecca”. Vella, difeso dall’avvocato Giovanni Castronovo, è accusato di associazione mafiosa e in particolare aver rivestito un ruolo all’interno della famiglia mafiosa di Favara.

I giudici del tribunale del Riesame hanno rimesso in libertà anche Salvatore Puma. I giudici hanno accolto il ricorso dei difensori, gli avvocati Giovanni Morgante e Calogero Mattina, e hanno annullato l’ordinanza. Nei giorni scorsi sono stati scarcerati anche il medico pediatra Pietro Stefano Reina, di Cammarata, accusato di avere stretto un accordo con il presunto boss del paese Calogerino Giambrone (in cambio di voti per la moglie candidata al consiglio comunale si sarebbe impegnato a fare avere un contratto di fornitura di caffè al cognato) e i palermitani Vincenzo e Salvatore Pellitteri, padre e figlio, di Chiusa Sclafani, nel Palermitano.

Libero Raffaele Salvatore Fragapane di Santa Elisabetta, cugino di Raffaele Fragapane, ritenuto il capo del mandamento mafioso della cosiddetta "Montagna" che ha ispirato il nome dell'inchiesta. Raffaele Salvatore Fragapane era ritenuto organico alla famiglia mafiosa di Santa Elisabetta, capeggiata dal cugino.

Decisione analoga per Vincenzo Mangiapane, di Cammarata, accusato di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni riguardanti società legate alle scommesse on-line e slot machine. Mangiapane era difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Riccardo Pinella. Liberi Luigi Pullara e Angelo Di Giovanni, entrambi di Favara, accusati di essere organici alla famiglia mafiosa di Favara per i quali il Tribunale del Riesame, accogliendo le istanze del loro difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, ha annullato l’ordinanza. I giudici del Riesame hanno rimesso in libertà anche Domenico Lombardo,  Calogero Principato e Giuseppe Blando.

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