L'EVENTO

Spettacolo, disservizi e "versione ridotta": luci e ombre sulla sagra del Mandorlo

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AGRIGENTO. C'è chi ha apprezzato la qualità dei gruppi Unesco, le danze, le musiche, le sfilate, le dirette online, il Tempio d'oro assegnato Israele e Palestina, i messaggi di pace e fratellanza lanciati dal tempio della Concordia.

Ma sono in tanti sul web ad accendere le polemiche sui disservizi e l'organizzazione nel suo complesso dell'edizione 2017 del Mandorlo in Fiore. Per la prima volta l'evento, in versione ridotta a una decina di giorni e non più un mese, è stato organizzato dal Parco archeologico della Valle dei Templi o non dal Comune di Agrigento.

«Grazie per la diretta online, evviva il Mandorlo in Fiore», ha scritto Peppe Marotta commentando positivamente l'evento su Facebook. «Bellissima festa!«, ha aggiunto Iolanda Candelaresi, e poi altre centinaia di commenti di queste tenore. Tanti anche i commenti negativi, come quello di Cleo Nica - «Vorrei che si affrontassero anche i disservizi in Agrigento, lo spero dopo i tanti elogi» - e di Stefania Siracusa, che scrive: «Il prossimo anno dovreste mettere dei wc sparsi per la città, specialmente la domenica conclusiva, non è bello uscire o rientrare a casa e trovare gente che urina nel portone di casa tua o nei pressi».

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