IL CASO

Abusivismo alla Valle dei Templi, si tornerà presto a demolire

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AGRIGENTO. Si torna a “demolire” nella Valle dei Templi. L’amministrazione comunale di Agrigento, presieduta dal sindaco, Calogero Firetto, ha approvato il progetto di gara d’appalto per procedere ad una seconda tranche di demolizioni di immobili abusivi, con sentenza definitiva e sotto diffida della Procura della Repubblica. La base d’asta sarà di circa 48 mila euro. Dovrebbero bastare per cancellare gli abusi edilizi realizzati costruendo 13 manufatti, quelli che compongono l' elenco già notificato, e da diversi mesi ormai, dalla Procura della Repubblica all' Utc. Si tratta di beni giudicati abusivi da relative sentenze, la maggior parte delle quali sono del pretore e risalgono all' arco di tempo che va dal 1992 al 1999.

Il Comune, pertanto, come nei precedenti casi, anticiperà le somme per le demolizioni, e poi si rivarrà sui proprietari inadempienti, nel senso che non hanno obbedito all’ ordinanza di demolizione provvedendo autonomamente all’ abbattimento. Si tratta di un secondo elenco di demolizioni, nella zona A del Parco archeologico, a carico di 13 immobili anche se 4 ex proprietari, tra le contrade Cugno Vela, Maddalusa e in via Cavaleri Magazzeni, hanno provveduto autonomamente a demolire gli abusi. Nella prima tranche di demolizioni il Comune aveva approntato 110 mila euro. Ma l’ente ha recuperato qualcosa di questi soldi in maniera coattiva? “L’attività è avviata – dice il sindaco Lillo Firetto. Ad oggi nessun recupero sostanziale”. Agrigento per anni è stato l’emblema dell’abusivismo. “Senza voler affatto sminuire la gravità della questione, è opportuno sottolineare – dice Firetto - che nel corso degli anni un’immagine deformata è stata veicolata. Cioè oggi parliamo della Valle che non ha affatto subito quella aggressione che è stata infelicemente propagandata. Il vero danno è stato fatto dai palazzacci costruiti in città negli antecedenti alla frana, in parte abusivi e poi sanati, e fatti successivamente oggetto di un distorto processo di informazione che li descrive addossati alla Valle. Ancora oggi prestigiose guide turistiche internazionali ci raccontano di un’aggressione inesistente, facendo una pericolosa disinformazione, che laddove riscontrata abbiamo anche segnalato e formalmente contestato. Occorre una narrazione nuova e aderente al reale. Nonostante le varie azioni di contrasto al fenomeno perché ancora oggi la gente costruisce senza licenza, secondo lei?

Da noi è un fenomeno oramai assolutamente residuale. Grazie ad una diffusa consapevolezza dei cittadini e ad una maggiore attenzione del Comune”. Lei è favorevole ad una ipotesi eventuale di Sanatoria? Sanatoria in quali aree? Sanatoria tout court? Non sono condivisibili, né attuali, forme di sanatoria diffuse.Ed all’ipotesi di una legge di riordino delle coste? Il tema di riordino delle coste va certamente affrontato in sede Parlamentare, valutando anche la differenziazione delle modalità di intervento.

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