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IL CASO

Porto Empedocle, aggrediti gli operatori del 118

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PORTO EMPEDOCLE. Schiaffi e pugni a bordo di un’ambulanza da parte di parenti che avrebbero aggredito gli operatori del 118  dopo essere saliti in massa sul mezzo di soccorso. E’ accaduto a due operatori del 118 la notte di Natale durante un soccorso a Porto Empedocle: i due sono stati costretti ad essere medicati in ospedale.

Tre giovani a bordo di un'automobile sono rimasti feriti dopo essersi schiantati contro un muretto. Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118 con i relativi equipaggi. Ma diversi  parenti o conoscenti dei ragazzi sono saliti in massa a bordo di un'ambulanza, proveniente da San Leone, creando ostacolo alle manovre di soccorso. Perciò gli operatori del 118, C.B. e D.S., hanno invitato i conoscenti a scendere dall’ambulanza. Da qui la violenta reazione:  “Ci hanno aggrediti con pugni, schiaffi e calci”, racconta uno dei due operatori del 118.

Il presidente della Seus Gaetano Montalbano ha espresso solidarietà: “Sono profondamente addolorato e dispiaciuto per l'episodio, siamo pronti a costituirci parte civile. Ai nostri due soccorritori aggrediti a Porto Empedocle durante l'adempimento del proprio dovere, va la solidarietà mia personale e di tutta la Seus. Nonostante l'aggressione, i nostri soccorritori hanno ugualmente portato a termine con successo l'intervento, dimostrando per l'ennesima volta la grande professionalità di tutti gli operatori dell'emergenza-urgenza siciliana”. Per Montalbano "purtroppo non è la prima volta che gli autisti o soccorritori della Seus sono impunemente presi come bersaglio e feriti, fisicamente e moralmente, da soggetti, spesso gli stessi parenti degli infortunati, del tutto privi della conoscenza e del rispetto delle regole del vivere civile”.

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